Nell'anno del Signore 2009, uscì nelle sale cinematografiche un film di
John Hillcoat, “The Road”. Si trattava dell'adattamento di un romanzo di
Cormack McCaarthy, appunto “La Strada”, autore che peraltro vinse il
Pulitzer nel 2007. Il film vedeva un Viggo “Ramingo” Mortensen
girovagare insieme a suo figlio in uno scenario post-apocalittico per le
terre degli Stati Uniti diretto a Sud, verso un clima migliore. Non
verrà mai spiegato cosa sia accaduto realmente: una bomba atomica? Una
guerra? Una invasione aliena? Non è dato sapere. Quello che è certo è
che il mondo è diventato una distesa unica di sabbia e rocce e i pochi
sopravvissuti, in perfetto stile Buron-Son, si sono raggruppati in bande
di teppisti, fuorilegge e cannibali. Fra i pochi oggetti salvati dal
disastro, il protagonista del film vanta una preziosa pistola con due
soli colpi, ed insegnerà al figlio come usare l'arma. Non ci dilunghiamo
oltre in questa sede sulla pellicola ma è fuor di dubbio che alla
Ubisoft si siano non poco ispirati a “The Road” per la creazione di “I'm
Alive”, titolo appartenente al genere “survival” e disponibile sulle
principali piattaforme di gioco.
Continua a leggere l'articolo su Gamesurf.it
9/29/2012
Destini - Star Trek Voyager
Fra i libri di Star Trek, come ho detto più di una volta, non ci sono solo gioielli e capolavori. Purtroppo ci sono anche parecchie buste, ovvero libri che non rispecchiano l'Universo Trek dove sono ambientati, libri con errori più o meno madornali e, più semplicemente,anche libri noiosi.
Fa parte di quest'ultima categoria, anche il primo volume di due della saga "Destini", di Jeri Taylor, ambientato più o meno a cavallo della quarta stagione di Star Trek Voyager. Il sito dello Star Trek Italian Club ci viene incontro con la trama (che è cumulativa di ambo i volumi; il secondo lo recensirò a breve). Leggiamola:
"In seguito a un incontro con alcuni feroci alieni, l'equipaggio del
Capitano Janeway viene bruscamente strappato e separato dalla U.S.S. Voyager.
Soli e disorientati in una prigione planetaria sconosciuta, il gruppo di ufficiali
federali viene costretto a una dura prova di sopravvivenza. Per mantenere vive le
speranze di fuga, i colleghi e amici della Voyager iniziano a raccontarsi le
rispettive storie, le strade percorse, le gioie e i dolori di esperienze diverse
culminate in un destino comune: l'affascinante viaggio attraverso le distese spaziali
del Quadrante Delta. Le peripezie di un giovane senza amore ma deciso a trasformare i
suoi sogni in realtà; la leggenda di un Vulcaniano in grado di diventare amico
di una coraggiosa e compassionevole donna terrestre; il racconto di una ragazza aliena
spinta dall'infinita curiosità alla scoperta di un mondo nuovo fatto di meraviglie
e pericoli e infine la storia di un uomo, forse il più vicino al Capitano Janeway,
la cui tacita fedeltà potrebbe costituire la chiave per la sopravvivenza dell'intero
equipaggio della U.S.S. Voyager.
Destini, da uno dei creatori di Star Trek: Voyager, è il naturale seguito di "Mosaico". Ritorna Jeri Taylor con un nuovo affascinante romanzo, preceduto da una introduzione esclusiva per il pubblico italiano rilasciata dalla stessa autrice."
Ecco.
E'più bella la trama del libro, sicuramente. Si tratta di un volume noioso e poco scorrevole. In questa prima parte, troverete i racconti degli "esordi", di Chakotay (forse l'unica gradevole), di Harry Kim, B'Elanna Torres e Tom Paris. Solo le poche pagine che narrano l'ingresso di Tom e B'Elanna nei Maquis valgono la lettura : per il resto, tutto troppo, decisamente amaro e legnoso.
Non mi sento proprio di consigliarverlo - vista anche l'intrinseca difficoltà che si incontra nel trovarlo ma, se come me siete dei veri trekker, puntate i phaser qui per acquistarlo online.
Al prossimo post
Ale
Fa parte di quest'ultima categoria, anche il primo volume di due della saga "Destini", di Jeri Taylor, ambientato più o meno a cavallo della quarta stagione di Star Trek Voyager. Il sito dello Star Trek Italian Club ci viene incontro con la trama (che è cumulativa di ambo i volumi; il secondo lo recensirò a breve). Leggiamola:
"In seguito a un incontro con alcuni feroci alieni, l'equipaggio del
Capitano Janeway viene bruscamente strappato e separato dalla U.S.S. Voyager.
Soli e disorientati in una prigione planetaria sconosciuta, il gruppo di ufficiali
federali viene costretto a una dura prova di sopravvivenza. Per mantenere vive le
speranze di fuga, i colleghi e amici della Voyager iniziano a raccontarsi le
rispettive storie, le strade percorse, le gioie e i dolori di esperienze diverse
culminate in un destino comune: l'affascinante viaggio attraverso le distese spaziali
del Quadrante Delta. Le peripezie di un giovane senza amore ma deciso a trasformare i
suoi sogni in realtà; la leggenda di un Vulcaniano in grado di diventare amico
di una coraggiosa e compassionevole donna terrestre; il racconto di una ragazza aliena
spinta dall'infinita curiosità alla scoperta di un mondo nuovo fatto di meraviglie
e pericoli e infine la storia di un uomo, forse il più vicino al Capitano Janeway,
la cui tacita fedeltà potrebbe costituire la chiave per la sopravvivenza dell'intero
equipaggio della U.S.S. Voyager.Destini, da uno dei creatori di Star Trek: Voyager, è il naturale seguito di "Mosaico". Ritorna Jeri Taylor con un nuovo affascinante romanzo, preceduto da una introduzione esclusiva per il pubblico italiano rilasciata dalla stessa autrice."
Ecco.
E'più bella la trama del libro, sicuramente. Si tratta di un volume noioso e poco scorrevole. In questa prima parte, troverete i racconti degli "esordi", di Chakotay (forse l'unica gradevole), di Harry Kim, B'Elanna Torres e Tom Paris. Solo le poche pagine che narrano l'ingresso di Tom e B'Elanna nei Maquis valgono la lettura : per il resto, tutto troppo, decisamente amaro e legnoso.
Non mi sento proprio di consigliarverlo - vista anche l'intrinseca difficoltà che si incontra nel trovarlo ma, se come me siete dei veri trekker, puntate i phaser qui per acquistarlo online.
Al prossimo post
Ale
Uno Stargate a Roma,almeno per Fiction
Fra le tante vittime dello scellerato mercato televisivo Americano, c'e' anche la serie fantascientifica "Stargate Universe", brillante serial composto purtroppo da sole due stagioni, ideata da Brad Wright e Robert C.Cooper e prodotta dalla Goldwin Mayer. Un piccolo gioiello sci-fi sconosciuto ai più,mandato in onda in Italia raramente e ad orari improponibili, senza repliche e senza un vero finale. Un autentico peccato, perchè SGU è davvero un opera ricca e intensa, piena di colpi di scena, con quaranta puntate una migliore dell'altra. Molto, molto alla lontana, l'equipaggio della nave Destiny ricorda quello della Voyager di trekkiana memoria : un gruppo eterogeneo di umani si ritrova a milioni di anni luce dalla Terra e la lotta quotidiana per le risorse, il cibo, l'acqua e il ritorno a casa fa da sfondo ad un Universo vivo e vitale, pieno di Alieni e meraviglie, di Vita e di Morte. Se volete leggere qualcosa in più su questa serie, potete sfogliare la pagina di Wikipedia, cliccando qui.
Qui, invece, trovate il mio vecchio post su uno dei luoghi più affascinanti di Roma - in termini culturali, ovviamente, ovvero la Centrale Montemartini. La domanda è : che centra SGU con un museo classe 1912? Centra, eccome.
Guardando la serie, infatti, non si può non notare che nella quindicesima puntata della seconda stagione, ci si trova proprio dentro alla Centrale! Naturalmente, la cosa non ha avuto il minimo risalto e anche nelle vostre (spero) future visite alla centrale non troverete nessun accenno a questo fatto a mio avviso davvero importantissimo.
In buona sostanza, vi ho dato un motivo in più per visitare questo museo estremamente affascinante e spero che dedicherete un pò di tempo nel viaggiare con il Dottor Rush, Scott, TJ, il colonnello Young e gli altri membri dell'equipaggio a bordo della Destiny, alla ricerca di un portale verso casa...
Al prossimo post.
Ale
Qui, invece, trovate il mio vecchio post su uno dei luoghi più affascinanti di Roma - in termini culturali, ovviamente, ovvero la Centrale Montemartini. La domanda è : che centra SGU con un museo classe 1912? Centra, eccome.
Guardando la serie, infatti, non si può non notare che nella quindicesima puntata della seconda stagione, ci si trova proprio dentro alla Centrale! Naturalmente, la cosa non ha avuto il minimo risalto e anche nelle vostre (spero) future visite alla centrale non troverete nessun accenno a questo fatto a mio avviso davvero importantissimo.
In buona sostanza, vi ho dato un motivo in più per visitare questo museo estremamente affascinante e spero che dedicherete un pò di tempo nel viaggiare con il Dottor Rush, Scott, TJ, il colonnello Young e gli altri membri dell'equipaggio a bordo della Destiny, alla ricerca di un portale verso casa...
Al prossimo post.
Ale
9/16/2012
Ancora Tua
Legami - potrò ancora cantare -
Scacciami - il mio mandolino
Risuonerà sincero, dentro -
Uccidimi - e la mia Anima salirà
Inneggiando in Paradiso -
Ancora tua -
Emily Dickinson
Scacciami - il mio mandolino
Risuonerà sincero, dentro -
Uccidimi - e la mia Anima salirà
Inneggiando in Paradiso -
Ancora tua -
Emily Dickinson
9/09/2012
Breve Storia dell'Ufologia a Fumetti
Minipost informativo per ricordarvi che è da poco disponibile nelle migliori edicole, "Breve Storia dell'ufologia a fumetti", di Rosario Raho e Giuseppe di Bernardo, edito dalla Light & Darkness Publishing e dal costo di 2,70 lemuri. L'abo vede protagonista Roberto Pinotti (il Presidente del Centro Ufologico Nazionale) il quale, durante una intervista, ripercorre i punti salienti della storia dell'Ufologia, dagli avvistamenti del mondo antico fino ai giorni nostri, passando per i rapimenti e i contattisti.Un fumetto che non dovrebbe mancare assolutamente nella vostra collezione; raccontato benissimo e disegnato ancor meglio (con qualche piccolissimo errore ortografico ogni tanto,ma transeat), è un'opera davvero degno di nota e con un colpo di scena finale che non mancherà di deliziare gli appassionati.
Buona lettura!
Ale
Mosaico - Star Trek Voyager
Buona Domenica a quasi tutti e ben ritrovati su queste pagine.
Ieri notte ho concluso la lettura de "Mosaico", un romanzo scritto da Jery Tailor e ambientato nell'Universo di Star Trek Voyager. Localizzato, grosso modo, a cavallo fra la seconda e la terza stagione, il racconto ci porta a scoprire la storia del Capitano Kathryn Janeway, dalla sua infanzia fino al viaggio nelle profondità del quadrante Delta.
Il sito Delos ci viene incontro con la quarta di copertina.Leggiamola:
Nelle profondità del Quadrante Delta, un attacco a sorpresa dei Kazon
costringe il Capitano Janeway a combattere una disperata battaglia su
due fronti. Mentre la U.S.S. Voyager si misura con un vascello da guerra
kazon nel bel mezzo di una nebulosa di gas, una Squadra di ricognizione
è rimasta intrappolata sulla superficie di un pianeta selvaggio e
appare presa di mira da superiori forze di terra kazon. Costretta a
scegliere fra la salvezza della propria nave e le vite della sua gente,
Janeway rivive i momenti più importanti della propria esistenza.
Dall'adolescenza sino alla prima appassionata storia d'amore, dai
successi iniziali fino alla più grande delle tragedie, il passato di
Janeway viene alla luce mentre lei deve compiere quelle scelte che
l'hanno condotta a divenire la donna che è oggi, la donna che adesso
deve rischiare ogni cosa per comporre un ulteriore tassello del mosaico
chiamato Kathryn Janeway.
Una storia decente,tutto sommato, che alterna, di capitolo in capitolo, i ricordi di Janeway con la pressante difficoltà di salvare la squadra di ricognizione che si è persa nel sottosuolo di un pianeta dominato da un'antica e pericolosa razza aliena.
Dal mio punto di vista,l'autrice fa apparire Janeway un pò troppo emotiva e ci sono un paio di svarioni che proprio non ho gradito. Nel racconto,si cita il fatto che il primo comando di Janeway sia risultato fallimentare e poco affine alle regole della flotta (e questo è un errore,visto che sarà la Voyager la prima nave comandata da Janeway : sulla Al-Batany era ufficiale scientifico e sulla Billings era comandante, non capitano.Per altri dettagli vedere l'episodio "Nelle Pieghe del Tempo", stagione 7, n.11); la scena finale - che non vi racconto, del romanzo, prevede un gesto da parte dell'equipaggio verso il capitano che stona totalmente con quanto visto nella serie televisiva.
Non è il miglior racconto di Star Trek mai redatto ma non dovrebbe mancare nella vostra bibliotreka.Potreste trovarlo su Ebay, cliccando qui.
Al prossimo post.
Ale
Ieri notte ho concluso la lettura de "Mosaico", un romanzo scritto da Jery Tailor e ambientato nell'Universo di Star Trek Voyager. Localizzato, grosso modo, a cavallo fra la seconda e la terza stagione, il racconto ci porta a scoprire la storia del Capitano Kathryn Janeway, dalla sua infanzia fino al viaggio nelle profondità del quadrante Delta.
Il sito Delos ci viene incontro con la quarta di copertina.Leggiamola:
Nelle profondità del Quadrante Delta, un attacco a sorpresa dei Kazon
costringe il Capitano Janeway a combattere una disperata battaglia su
due fronti. Mentre la U.S.S. Voyager si misura con un vascello da guerra
kazon nel bel mezzo di una nebulosa di gas, una Squadra di ricognizione
è rimasta intrappolata sulla superficie di un pianeta selvaggio e
appare presa di mira da superiori forze di terra kazon. Costretta a
scegliere fra la salvezza della propria nave e le vite della sua gente,
Janeway rivive i momenti più importanti della propria esistenza.
Dall'adolescenza sino alla prima appassionata storia d'amore, dai
successi iniziali fino alla più grande delle tragedie, il passato di
Janeway viene alla luce mentre lei deve compiere quelle scelte che
l'hanno condotta a divenire la donna che è oggi, la donna che adesso
deve rischiare ogni cosa per comporre un ulteriore tassello del mosaico
chiamato Kathryn Janeway.Una storia decente,tutto sommato, che alterna, di capitolo in capitolo, i ricordi di Janeway con la pressante difficoltà di salvare la squadra di ricognizione che si è persa nel sottosuolo di un pianeta dominato da un'antica e pericolosa razza aliena.
Dal mio punto di vista,l'autrice fa apparire Janeway un pò troppo emotiva e ci sono un paio di svarioni che proprio non ho gradito. Nel racconto,si cita il fatto che il primo comando di Janeway sia risultato fallimentare e poco affine alle regole della flotta (e questo è un errore,visto che sarà la Voyager la prima nave comandata da Janeway : sulla Al-Batany era ufficiale scientifico e sulla Billings era comandante, non capitano.Per altri dettagli vedere l'episodio "Nelle Pieghe del Tempo", stagione 7, n.11); la scena finale - che non vi racconto, del romanzo, prevede un gesto da parte dell'equipaggio verso il capitano che stona totalmente con quanto visto nella serie televisiva.
Non è il miglior racconto di Star Trek mai redatto ma non dovrebbe mancare nella vostra bibliotreka.Potreste trovarlo su Ebay, cliccando qui.
Al prossimo post.
Ale
8/31/2012
Crisi Su Centaurus - Star Trek TOS
Buonsega a tutti,buon Venerdì e ben ritrovati su queste
pagine.Ieri sera ho concluso la lettura de “Crisi Su Centaurus”, racconto di
Brad Ferguson, classe 1990, ambientato nell’Universo della serie classica di
Star Trek. Localizzato al termine della missione quinquennale, l’autore
ipotizza un attacco terroristico su vasta scala nella capitale di Centaurus,
New Athen, e tutte le conseguenze che ne derivano. Il sito Delos riporta la
stringata quarta di copertina:
“Gravi difetti di funzionamento del computer di bordo
affliggono l'Enterprise quando il capitano Kirk riceve improvvisamente un
messaggio dal Comando della Flotta Stellare: Centaurus è stato bombardato e
annientato; migliaia i morti. Fornite tutta l'assistenza possibile.Centaurus è un meraviglioso e pacifico pianeta dove abitano molti umani, tra cui anche Joanna, la figlia di McCoy.
L'equipaggio arrischia una discesa per indagare sull'accaduto, ma Kirk si trova coinvolto in una lotta mortale tra violenti terroristi e vendicativi centauriani. Così toccherà al tenente Uhura, rimasta sola al comando dell'Enterprise, cercando di salvare Centaurus... oltre che Kirk e Joanna McCoy.”
Si tratta di un racconto interessante,ma decisamente troppo
lungo e con pochi risvolti; non posso proprio dire d’averlo apprezzato in pieno,poiché
i personaggi in generale,nonché Spock e Kirk in particolare,non assomigliano
molto a quelli che abbiamo imparato ad amare in TV e nei libri. Il finale è
sciocco e decisamente troppo rapido e la struttura di per se mi è parsa
ridondante.
Non è un pezzo obbligatorio per la vostra collezione ma,se
non potete farne a meno,potete provare ad acquistarlo sul sito di Delos sopra
indicato.
Addio.
Ale
8/28/2012
La Pista delle Stelle Volume 2 - James Blish
Buonasera a quasi tutti,buon Martedì e ben ritrovati su queste pagine.Ieri sera ho concluso la lettura de "La Pista delle Stelle",di James Blish, volume 2. Come per gli altri volumi dei quali ho già parlato diffusamente in diversi post precedenti, anche questo ricalca pedissequamente gli episodi di Star Trek TOS (cfr. Serie Classica) visti in televisione. Uhm...forse,in questo caso,dire "pedissequamente" non è del tutto corretto. In effetti, questi racconti differiscono leggermente da quanto visto sullo schermo e, anche se la trama sostanziale rimane invariata, le differenze, i tagli e le aggiunte danno maggiore profondità ai racconti. In particolare, in "Operazione Annientamento", che in TV è conosciuto come "Pianeta Deneva" (uno dei miei episodi favoriti,ndAleNet),c'e' persino un finale diverso rispetto a quanto visto in televisione. Troverete lo spoiler, qualora voleste leggerlo, in fondo a questa pagina.
In questo secondo albo del ciclo, classe 1978 (è uscito a Luglio e costava 700 Lire...!),ci sono i seguenti racconti (nelle parentesi,il titolo italiano dell'episodio di riferimento) :
- Il verdetto ( Arena);
- Sapore di Apocalisse (Una guerra Incredibile);
- Domani sarà Ieri (Domani è ieri);
- Missione di Misericordia (Missione di pace);
- Corte Marziale (Corte Marziale);
- Operazione Annientamento (Pianeta Deneva);
- La città sull'orlo del sempre (Uccidere per Amore);
- Regnale all'Inferno (Spazio Profondo).
Tutti ottimi racconti, come ormai questa saga ci ha abituato. Non è facilissimo da trovare, ma neanche impossibile.Potreste provare su Ebay, cliccando qui...perchè questo è sicuramente uno di quei volumi che NON devono mancare nella vostra bibliotreka.
Al prossimo post.
Ale
-
SPOILER
Operation:Annihilate! . Non posso averne la sicurezza mnemonica, ma è probabile che sia stato il primo episodio che io abbia mai visto di Star Trek, quando ero poco più che un pupo.Ed è anche quello che ho amato più di tutti nella Serie Classica. Forse l'idea di questi alieni che si impossessavano dei corpi altrui per prosperare, forse la soddisfazione di vederli sconfitti dal MIO capitano favorito...non so bene cosa mi abbia stregato di questo episodio ma è sicuro che,ancora oggi,mi emoziona come quel primo giorno ogni volta che lo rivedo. Right, la trama non è proprio originale. Il buon Gene si è probabilmente ispirato al grande classico del 1951 "Il terrore dalla sesta luna", di Robert Heinlein, dove degli alieni molto simili a quelli visti in TOS progettano di conquistare il pianeta.
Veniamo alle 2 differenze fra romanzo ed episodio.
Come si scoprirà ben presto, la famiglia del fratello del capitano Kirk, George Samuel, viene sterminata da queste creature, con l'eccezione del figlio Peter. Nel romanzo,questa cosa non avviene;anzi,sembra che il fratello di Kirk non viva affatto su Deneva.
La seconda differenza è insita nel fatto che, alla fine dell'episodio della TOS, si scopre che per liberare i coloni dai parassiti alieni, è necessario esporli ad una luce molto intensa e in un dato spettro. L'Enterprise mette così in orbita dei satelliti atti allo scopo e puff, gli alieni crepano e le persone tornano padrone delle loro menti e dei loro corpi.
Nel romanzo, invece, il finale è diverso. Come ricorderete, Spock viene temporaneamente posseduto da uno dei mostriciattoli,tanto in TV,quanto nel libro. Essendo in contatto mentale con esso, Spock riesce a prezzo di mille fatiche a scoprire che gli Alieni dipendono da un nesso centrale (un pò come i Borg...ah,Gene,che GenIo che eri,cazzo!),così sfrutta il suo collegamento sinaptico col parassita per scoprire dove si trova il pianeta natale degli Alieni...inutile dire che l'Enterprise lo raggiungerà e lo distruggerà a colpi di siluri fotonici.
Un gran bel finale, persino migliore di quello televisivo...ma immagino,solo immagino,che sarebbe costato troppo,con i mezzi dell'epoca, riprodurlo a video.
Un bel colpo di scena, non credete anche voi?
In questo secondo albo del ciclo, classe 1978 (è uscito a Luglio e costava 700 Lire...!),ci sono i seguenti racconti (nelle parentesi,il titolo italiano dell'episodio di riferimento) :
- Il verdetto ( Arena);- Sapore di Apocalisse (Una guerra Incredibile);
- Domani sarà Ieri (Domani è ieri);
- Missione di Misericordia (Missione di pace);
- Corte Marziale (Corte Marziale);
- Operazione Annientamento (Pianeta Deneva);
- La città sull'orlo del sempre (Uccidere per Amore);
- Regnale all'Inferno (Spazio Profondo).
Tutti ottimi racconti, come ormai questa saga ci ha abituato. Non è facilissimo da trovare, ma neanche impossibile.Potreste provare su Ebay, cliccando qui...perchè questo è sicuramente uno di quei volumi che NON devono mancare nella vostra bibliotreka.
Al prossimo post.
Ale
-
SPOILER
Operation:Annihilate! . Non posso averne la sicurezza mnemonica, ma è probabile che sia stato il primo episodio che io abbia mai visto di Star Trek, quando ero poco più che un pupo.Ed è anche quello che ho amato più di tutti nella Serie Classica. Forse l'idea di questi alieni che si impossessavano dei corpi altrui per prosperare, forse la soddisfazione di vederli sconfitti dal MIO capitano favorito...non so bene cosa mi abbia stregato di questo episodio ma è sicuro che,ancora oggi,mi emoziona come quel primo giorno ogni volta che lo rivedo. Right, la trama non è proprio originale. Il buon Gene si è probabilmente ispirato al grande classico del 1951 "Il terrore dalla sesta luna", di Robert Heinlein, dove degli alieni molto simili a quelli visti in TOS progettano di conquistare il pianeta.
Veniamo alle 2 differenze fra romanzo ed episodio.
Come si scoprirà ben presto, la famiglia del fratello del capitano Kirk, George Samuel, viene sterminata da queste creature, con l'eccezione del figlio Peter. Nel romanzo,questa cosa non avviene;anzi,sembra che il fratello di Kirk non viva affatto su Deneva.
La seconda differenza è insita nel fatto che, alla fine dell'episodio della TOS, si scopre che per liberare i coloni dai parassiti alieni, è necessario esporli ad una luce molto intensa e in un dato spettro. L'Enterprise mette così in orbita dei satelliti atti allo scopo e puff, gli alieni crepano e le persone tornano padrone delle loro menti e dei loro corpi.
Nel romanzo, invece, il finale è diverso. Come ricorderete, Spock viene temporaneamente posseduto da uno dei mostriciattoli,tanto in TV,quanto nel libro. Essendo in contatto mentale con esso, Spock riesce a prezzo di mille fatiche a scoprire che gli Alieni dipendono da un nesso centrale (un pò come i Borg...ah,Gene,che GenIo che eri,cazzo!),così sfrutta il suo collegamento sinaptico col parassita per scoprire dove si trova il pianeta natale degli Alieni...inutile dire che l'Enterprise lo raggiungerà e lo distruggerà a colpi di siluri fotonici.
Un gran bel finale, persino migliore di quello televisivo...ma immagino,solo immagino,che sarebbe costato troppo,con i mezzi dell'epoca, riprodurlo a video.
Un bel colpo di scena, non credete anche voi?
Ufo All'Inglese
Dal sito de "blitzquotidiano" :
"LONDRA – Il capo della sicurezza del traffico aereo della Gran Bretagna rivela: ogni mese viene avvistato almeno un Ufo
nei cieli inglesi. Richard Deakin, questo il suo nome, ha detto: “Di
tanto in tanto ci sono oggetti non identificati che volano nelle rotte
del traffico normale… Ce ne sono circa uno al mese”.
Le cifre sono supportati da Nick Pope, l’ex responsabile Ufo del
Ministero della Difesa. Durante un’intervista per la Bbc, Pope ha
ricordato che quando era ancora in servizio arrivavano ogni anno almeno
200 o 300 segnalazioni di oggetti non identificati in cielo.
Segnalazioni che arrivavano soprattutto da piloti di aerei civili o
militari.
“La maggior parte delle segnalazioni – racconta Pope – si è rivelata
un’errata identificazione di luci aeree, o di palloni aerostatici, di
meteore e di satelliti. Ma almeno una volta al mese una di queste
segnalazioni riguarda un oggetto che non doveva essere in quel punto e
che nessuno riusciva a identificare”.
La notizia originale la trovate qui.
Addio
Ale
8/23/2012
Equinox - Michael White
Diciamo la verità. Uno dei piaceri maggiori dello stare in spiaggia sotto l'ombrellone,parte il venticello,è insito nella lettura di un buon libro.

Se anche voi la pensate come me,allora NON portate con voi al mare "Equinox", di Michael White, in vendita a meno di sei euro (e comunque non li vale).
Si tratta di una robusta rottura di coglioni,ancorchè l'azione prende il via dopo la metà del libro e si conclude,di contro,con un finale uno zinzino troppo rapido; pur avendo costruito una trama nel complesso decente, i protagonisti sono piuttosto improbabili - una scrittrice in preda al più classico del blocco dello scrittore che si scopre più astuta del Tenente Colombo,nonchè il suo ex marito fotografo CSI che la sostiene; l'autore inoltre ha visto troppe volte "Il bambino d'oro", perchè c'e' una scena del film (quando Eddie Murphy è in quello strano labirinto di pali intento a recuperare il pugnale sacro) che viene "citata" (copiata?) quasi a piè pari dall'autore quando i due tizi sopra citati vanno a caccia di un certo oggetto...quale,non ve lo svelo,perchè ognuno si tortura a modo proprio,specialmente con i libri.
Google Libri riporta la quarta. Eccola:
"Oxford, 2006. La prima vittima ha la gola squarciata e il torace aperto: il cuore è stato asportato e al suo posto c'è una moneta d'oro con incisa una scena egizia. Dodici ore dopo il secondo omicidio: ancora una studentessa brutalmente sgozzata, ma ora è il cervello a essere stato rimosso, e all'interno del cranio brilla una moneta, questa volta d'argento. Sulla scena dei crimini è presente la giornalista newyorkese di cronaca nera Laura Niven. La ritualità degli omicidi e quelle strane monete stuzzicano l'innata curiosità e lo spirito investigativo di Laura, che inizia a fare ricerche nella Biblioteca Bodleiana consultando libri di numismatica, astrologia e scienze occulte. Le sue indagini la portano indietro nel tempo, a fatti oscuri accaduti nella cittadina universitaria nel 1851, fino al XVII secolo e alla Royal Society. Oxford, 1690. Isaac Newton conduce in segreto esperimenti alchemici. Ossessionato dalla ricerca della Pietra Filosofale, da tempo si dedica allo studio dell'occultismo. Ora è vicino all'agognata meta: ha scoperto che la chiave per l'immortalità è nascosta nel labirinto di tunnel sotterranei che si snoda proprio sotto la Biblioteca Bodleiana. Ed è disposto a tutto per entrarne in possesso... Che cosa lega Newton ai delitti di oggi? Laura ha poco tempo per decifrare gli indizi e arrivare al cuore di un rito sanguinario che si rinnova da più di trecento anni.."
Io vi ho avvisato. Poche cose sono peggio di un libro brutto, secondo me. Un film scorre via in due ore,per quanto ridicolo; un DOC te lo porti appresso una vita,ma almeno quello è gratis. Un libro amaro ti avvelena per un sacco di tempo e l'hai pure pagato...

Se anche voi la pensate come me,allora NON portate con voi al mare "Equinox", di Michael White, in vendita a meno di sei euro (e comunque non li vale).
Si tratta di una robusta rottura di coglioni,ancorchè l'azione prende il via dopo la metà del libro e si conclude,di contro,con un finale uno zinzino troppo rapido; pur avendo costruito una trama nel complesso decente, i protagonisti sono piuttosto improbabili - una scrittrice in preda al più classico del blocco dello scrittore che si scopre più astuta del Tenente Colombo,nonchè il suo ex marito fotografo CSI che la sostiene; l'autore inoltre ha visto troppe volte "Il bambino d'oro", perchè c'e' una scena del film (quando Eddie Murphy è in quello strano labirinto di pali intento a recuperare il pugnale sacro) che viene "citata" (copiata?) quasi a piè pari dall'autore quando i due tizi sopra citati vanno a caccia di un certo oggetto...quale,non ve lo svelo,perchè ognuno si tortura a modo proprio,specialmente con i libri.
Google Libri riporta la quarta. Eccola:
"Oxford, 2006. La prima vittima ha la gola squarciata e il torace aperto: il cuore è stato asportato e al suo posto c'è una moneta d'oro con incisa una scena egizia. Dodici ore dopo il secondo omicidio: ancora una studentessa brutalmente sgozzata, ma ora è il cervello a essere stato rimosso, e all'interno del cranio brilla una moneta, questa volta d'argento. Sulla scena dei crimini è presente la giornalista newyorkese di cronaca nera Laura Niven. La ritualità degli omicidi e quelle strane monete stuzzicano l'innata curiosità e lo spirito investigativo di Laura, che inizia a fare ricerche nella Biblioteca Bodleiana consultando libri di numismatica, astrologia e scienze occulte. Le sue indagini la portano indietro nel tempo, a fatti oscuri accaduti nella cittadina universitaria nel 1851, fino al XVII secolo e alla Royal Society. Oxford, 1690. Isaac Newton conduce in segreto esperimenti alchemici. Ossessionato dalla ricerca della Pietra Filosofale, da tempo si dedica allo studio dell'occultismo. Ora è vicino all'agognata meta: ha scoperto che la chiave per l'immortalità è nascosta nel labirinto di tunnel sotterranei che si snoda proprio sotto la Biblioteca Bodleiana. Ed è disposto a tutto per entrarne in possesso... Che cosa lega Newton ai delitti di oggi? Laura ha poco tempo per decifrare gli indizi e arrivare al cuore di un rito sanguinario che si rinnova da più di trecento anni.."
Io vi ho avvisato. Poche cose sono peggio di un libro brutto, secondo me. Un film scorre via in due ore,per quanto ridicolo; un DOC te lo porti appresso una vita,ma almeno quello è gratis. Un libro amaro ti avvelena per un sacco di tempo e l'hai pure pagato...
8/21/2012
Scozia, questa (s)conosciuta
“Sii felice da vivo,perché resterai morto per un bel pezzo”.
Proverbio Scozzese.
In linea teorica, il vostro primo giro dovrebbe,
necessariamente, iniziare con una lunga (e un po’ stancante) passeggiata per
Princes Street, diciamo la “Via Del Corso” de “loroaltri”. Zeppa di negozi
griffati e ancor più zeppa di gente, questa centralissima via offre da un lato
shops per tutti i gusti, dall’altro sarà possibile godere della bellezza dei
giardini comunali : una piccola oasi di pace a un metro dalla folla e dal
traffico!Questi giardini sono un tripudio di fiori e colori e,per nulla al
mondo dovete privarvi di sedere a riposare su una delle innumerevoli panchine
disponibili. Già che ci siete, proseguendo su PS verso la stazione, non potrete
non notare l’altissima torre dedicata a Scott, uno dei pezzi più grossi della
storia scozzese. Se non avete paura delle altezze e vi va di farvi 287 gradini
(per 3 sterline) sarete ricompensati con una bellissima vista panoramica sulla
città, quando riuscirete ad arrivare in cima.
Una volta scesi, potreste,per esempio, fare un salto al Tourist Office di PS, dove il personale vi potrà dare un fottio di informazioni sulla Scozia e dove potrete trovare tour guidati da uno,due,tre o più giorni in giro per le Highlands,le coste e quant’altro. Io vi consiglio il “Jacobite Experience”, tour da 48 ore del quale vi racconterò fra una manciata di righe. Se avete le palle e ancora la folla non vi ha ammazzato (intendiamoci:io ho la fobia della gente e per me 4 persone sono una folla.Però,è vero che su Princes Street e sulle vie limitrofe, vedi per esempio il North e il South Bridge c’e’ la vera,vera ira de dio), potreste fare un giretto sui ponti appena citati…fra negozi che vendono sandwich espressi e pub, potreste trovare il “Forbidden Planet”(south bridge), un negozio di modellismo che farà la gioia degli amanti di StarWars,Star Trek e soprattutto del Dottor Who che in Scozia pare vada per la maggiore. Dopo la sosta ludica, allungate di un po’ di passetti e vi troverete all’interessante National Museum of Scotland. In un guazzabuglio senza troppo ordine,troverete la visita sicuramente piacevole. Primo,perché credo che sia una delle pochissime cose gratuite in Scozia (non dimenticate però di fare un’offerta libera, brutti purciari che non siete altro), secondo perché il tetto del museo è accessibile a tutti e quindi, da un bel settimo piano, sarà possibile vedere la città da un punto di vista piuttosto privilegiato.
Oghey.E’tempo di visitare il simbolo della città :
l’Edimburgh Castle. La maggior parte delle guide, nonché anche gli autoctoni vi
diranno che,per raggiungere il castello, la cosa migliore da fare è percorrere
la Royal Mile (una strada davvero zeppa di cose,ma ve ne parlo fra poco anche
di questo), su,su,su,fino al castello. Manco per il cazzo,ovviamente.Scegliete
questa soluzione solo se vi va di allungare tantissimo e fare un altro bagno di
folla. In caso contrario, potreste invece scegliere di scivolare a destra di
Prince Street (qualora alla vostra sinistra ci sia la stazione), passando di
fronte alla chiesa di Sant John. Dietro a questa costruzione, c’e’ un piccolo
cimitero francese, curato e bellissimo,nella sua tranquillità,dove potreste anche
incontrare qualche abitante del luogo…non fantasmi,ma scoiattoli.Seguendo il
camminamento, arrivate al semaforo e girate a sinistra.Già adesso,se alzate la
capoccia, potete ammirare il castello in tutta la sua imponenza,da una visuale
che molti ignorano.Non prendete vie parallele,ma limitatevi a seguire la
strada:dopo una breve e impervia salita,vi troverete,a sinistra,delle scale che
vi porteranno ad una micro-piazza, sulla quale avrete due scelte. Girate a
sinistra per il castello oppure a destra per andare alla Camera Obscura,una
delle attrazioni più rinomate di Edimburgo. Si tratta di un palazzo di cinque
piani,dove giochi di luce,specchi e pavimenti mobili vi accompagneranno nel
mondo delle illusioni.Un consiglio : questo luogo è meglio visitarlo a stomaco
vuoto!
Ora…che ne dite di prendere un bus?A metà di Princes Street,
dal lato opposto ai negozi, c’e’ la fermata del “15” che, per 3,50 sterline, vi
porterà a 11 miglia da Edimburgo,nella cittadina di Rosslyn.Non credo ci sia
bisogno di spiegarvi cosa c’e’ a Rosslyn : ne “il Codice Da Vinci”, Dan Brown
ne fa la chiave di volta per scoprire il mistero del Santo Graal e,in effetti,i
simboli massonici nella cappella (probabilmente l’unica vera attrattiva del
paese) si sprecano,molti dei quali,oggi,ancora non interpretati.All’interno non
è possibile fare foto ne filmati ma l’atmosfera arcana che si respira dentro e
fuori vale il salato prezzo del biglietto. Non manca ovviamente uno shop e un
bar, nonché bagni pubblici di sicura utilità!
Se non fa troppo caldo e avete voglia di passeggiare, cosa ne direste di un sano tour nell’immenso giardino botanico di Edimburgo?A circa 20/25 minuti a piedi dal centro storico, troverete uno dei giardini botanici più importanti d’Europa; anche qui l’ingresso è gratuito (sentitevi comunque in obbligo di fare un’offerta all’ingresso!) per tutto il parco con l’eccezione delle serre e troverete piante più o meno esotiche, tante panchine, cascate e cascatelle e,in certi punti,una bellissima vista panoramica sulla città. Non lasciatevi sfuggire l’occasione d’acquistare i semi di fiori di tantissime specie indigene e non. Lungo la strada per arrivare, non perdete l’occasione di visitare il “Conan Doyle”, uno storico pub posto di fronte all’abitazione del famosissimo creatore di Sherlock Holmes.
E’il momento di prendere un treno, anzi “il treno”. Immagino
che tutti voi,almeno una volta,abbiate sentito parlare di Harry Potter, il
maghetto nato dalla penna di J.K. Rowling…e immagino che almeno uno dei film
della saga l’abbiate visto. Ora:in tutte le pellicole,almeno una volta,si vede
il treno che,dal binario nove e tre quarti, porta Harry & Co. alla scuola
di Magia e Stregoneria di Hogwarts; nei film, il treno passa spesso su un lungo
viadotto, giusto?Ecco:quel viadotto è il “Glenfinnan Viaduct”, esiste realmente
e NON è una ricostruzione cinematografica.
Da Fort William, il “Jacobite’s
Steam Experience” vi farà viaggiare fino a Mallaig su un treno del tutto simile
a quello visto nel film, con tanto di carrozze (due,in prima classe),in
perfetto stile Potteriano. Dal treno potrete vedere le Highlands in tutto il
loro splendore : paesaggi sconfinati, vallate verdi e rocciose, un vento gelido
che vi penetrerà nelle ossa mentre starete affacciati ai finestrini. Più o meno
10 minuti prima di giungere alla stazione di Glenfinnan, iniziate a procurarvi
un buon posto accanto al finestrino; anzi,il mio consiglio è quello di andare
all’inizio o alla fine degli scompartimenti, dove potrete aprire il finestrino
delle porte d’accesso e godere di una vista privilegiata.E’infatti il momento
di ammirare il treno che passa sul viadotto ed è un esperienza tanto breve
(meno di un minuto),quanto intensa.Non lasciatela passare per nessun
motivo!Quando poi il treno si fermerà a Glenfinnan,guadagnate rapidamente le
porte d’ingresso delle carrozze più avanzate; avrete infatti circa una mezz’ora
di tempo per visitare il luogo di nascita (nel telefilm e nei film) di Conner e
Duncan MacLeod! Guardate bene anche alla vostra sinistra, per non perdere lo
spettacolo del Loch Shiel. Arrivati poi a Mallaig, potete fare un giro per
questa tipica cittadina di mare che, al di la di un po’ di puzza di pesce e
cacca,non ha moltissimo da offrire…prima di ripartire alla volta di Fort
William; godetevi il viaggio a ritroso con calma,perché al ritorno sarà la
volta della visita al parco di GlenCoe.
Glencoe. Le Highlands, intese nel loro termine più puro.L’aria
frizzante ristorerà i vostri polmoni, i panorami a perdita d’occhio riempiranno
le vostre retine con i colori di una natura selvaggia e pressochè
incontaminata.Godete d’ogni secondo,d’ogni minuto del tempo speso in questo
luogo magico perché vi assicuro che non ci sono posti uguali in tutto il mondo.
Tornate a Dundee (non perdete tempo a visitarla,è un cesso)come
meglio credete e salite sul bus 99. In un lasso di tempo breve,vi ritroverete
al paese di Saint Andrew,dove potrete ammirare le rovine della bellissima
omonima cattedrale, nonché il suo castello. Considerate questa visita una sorta
di obbligo:il panorama è magnifico,il paese tranquillo,l’aria profumata. Quando
avrete finito, prendete un taxi che,per dodici sterline, vi porterà alla
stazione di Leuchars, dove prenderete il treno che vi riporterà a…Embr!
-
Buonasega a tutti e ben ritrovati su queste
pagine.Right,right,non aggiorno il blog da un sacco di tempo ma, a mia parziale
discolpa,fra le ferie (poche) ed il lavoro (troppo),riuscire a trovare il tempo
di mettere in fila due righe digitali non è cosa da poco. Detto questo,
lasciate che vi racconti della mia avventura in Terra di Scozia, un luogo
davvero con pochi eguali. Cominciamo col dissipare alcune voci,così che non
inquinino i fatti. La Scozia è una terra favolosa,bellissima e a misura
d’uomo,ma costa.E’una cosa con la quale dovete fare i conti prima di
imbarcarvi; pensare di andare in Scozia “al risparmio”,è un suicidio morale che
vi sconsiglio caldamente,perché dai trasporti (ottimi,ve ne parlerò più avanti)
al cibo, passando per i vizi e le regalie,tutto costa e tutto si
paga,specialmente per noi Italiani con l’Euro. Allo stato attuale, il cambio si
attesta attorno a 1 Pound (ovvero una sterlina) per 1,45 euro. Al di la del
cambio quindi sfavorevole,anche la vita in generale costa cara; per avere una
giusta idea di quello che vi sto raccontando, dovete pensare ai costi delle
cose qui e mutarli in sterline, con qualche aggiunta. Per esempio : un caffè
qui costa mediamente un euro?Li costa una sterlina. Un menù al McDonald costa 6
euro?Li costa 6,5 sterline. Un pacchetto di Chesterfield Rosse (le mie
favorite) qui lo si paga 4,60 euro,li costa 5,95 sterline…se fumate tabacco,
sappiate che uno dei più economici costa mediamente 11 sterline. Insomma, tutto
si può dire della terra di Wallace, tranne che costi poco. Tuttavia, offre
tanto, tantissimo e, se avrete la pazienza di leggere queste righe,sicuramente
anche voi capirete di cosa sto parlando.
Iniziamo con i consigli pratici. Nella vostra valigia, non
devono mancare assolutamente un certo numero di oggetti; prima di tutto, un
adattore per il Regno Unito, che costa mediamente una quarantina di lemuri. Li
hanno prese e voltaggio diversi dal nostro, ma un buon adattatore sarà più che
sufficiente per portatili, cam, fotocamere et similia. Portatevi un Kway o
qualcosa di affine, perché la pioggia è sempre dietro l’angolo (del cielo). In
un solo giorno può piovere,smettere e riprendere una dozzina di volte (e si
tratta sempre di bei goccioloni),quindi non prendete questo consiglio alla
leggera. Anche il vestiario non dev’essere sottovalutato. In un giorno a
Edimburgo,potete passare da una manciata di gradi sopra lo zero ad un sole
accecante che farà presto posto ad un venticello gelido dalle
Highlands…qundi,come si suol dire, “vestitevi a cipolla”. A tal proposito,non
fatevi mancare uno zaino comodo; vi sarà utile per togliervi giacca e maglione
nei momenti caldi e stiparli comodamente sulle spalle,per poi riprenderli quando
la temperatura tornerà ad essere freddina. Non farebbe affatto male, un paio di
scarpe impermeabili per fronteggiare la pioggia con maggiore serenità. Amen per
l’ombrello : ne troverete a iosa nei frequentissimi negozi di souvenir a 5
sterline, di ottima qualità e durata.
Alla via così. Arrivati in aeroporto avrete due scelte :
prendere l’AirLink 100 che, con 3.5 sterline, vi garantisce un viaggio
tranquillo dallo scalo fino alla città ed oltre, oppure prendere un taxi. Circa
17 sterline per arrivare in pieno centro. Avendo provato ambo le soluzioni, vi
dico questo : quando arrivate, freschi e pieni di iniziativa, il “100” è
consigliato. Quando ripartirete, meglio optare per un più caro ma decisamente
più pratico, taxi. Edimburgo conta un po’ meno di 500mila abitanti ed è,in
termini di grandezza, diciamo un quarto abbondante di Roma. Non dovrebbe essere
troppo difficile trovare un hotel relativamente centrale a prezzi buoni (per la
Scozia),ma in linea di massima, non abbiate paura : i trasporti sono eccellenti
(NON c’e’ la metro) e i bus coprono l’intero arco cittadino e la periferia. Non
essendoci il monopolio mafioso di trasporti che c’e’ qui in Italia, li esistono
diverse compagnie che offrono il servizio; in virtù di questo,è bene ricordare
che un biglietto giornaliero acquistato per la compagnia “A”, non è valido sui
mezzi della compagnia “B” e viceversa. I ticket si comprano direttamente a
bordo, pagando l’autista appena si entra, dopo aver dichiarato la destinazione.
In linea di massima, un ticket giornaliero costa meno di 4 sterline, sempre con
le dovute eccezioni. Edimburgo,come dicevo,è una città a misura d’uomo : non
solo per gli eccellenti mezzi pubblici (siano essi bus o treni – di
quest’ultimi vi racconterò a breve),ma anche per la pulizia delle strade e la
presenza costante di bagni pubblici, quasi sempre immacolati.
Il soggiorno mi ha
visto ospite del Roxburghe Hotel nel pieno centro della città e mi sono trovato
benissimo:non posso parlare per le altre strutture,ma se siete indecisi,questo
albergo a **** è davvero degno di nota, pulito, ben posizionato, con personale
cordiale e con delle bellissime ed ampie camere dotate di aria condizionata,
TV, asciugacapelli,etc.
In linea teorica, il vostro primo giro dovrebbe,
necessariamente, iniziare con una lunga (e un po’ stancante) passeggiata per
Princes Street, diciamo la “Via Del Corso” de “loroaltri”. Zeppa di negozi
griffati e ancor più zeppa di gente, questa centralissima via offre da un lato
shops per tutti i gusti, dall’altro sarà possibile godere della bellezza dei
giardini comunali : una piccola oasi di pace a un metro dalla folla e dal
traffico!Questi giardini sono un tripudio di fiori e colori e,per nulla al
mondo dovete privarvi di sedere a riposare su una delle innumerevoli panchine
disponibili. Già che ci siete, proseguendo su PS verso la stazione, non potrete
non notare l’altissima torre dedicata a Scott, uno dei pezzi più grossi della
storia scozzese. Se non avete paura delle altezze e vi va di farvi 287 gradini
(per 3 sterline) sarete ricompensati con una bellissima vista panoramica sulla
città, quando riuscirete ad arrivare in cima.Una volta scesi, potreste,per esempio, fare un salto al Tourist Office di PS, dove il personale vi potrà dare un fottio di informazioni sulla Scozia e dove potrete trovare tour guidati da uno,due,tre o più giorni in giro per le Highlands,le coste e quant’altro. Io vi consiglio il “Jacobite Experience”, tour da 48 ore del quale vi racconterò fra una manciata di righe. Se avete le palle e ancora la folla non vi ha ammazzato (intendiamoci:io ho la fobia della gente e per me 4 persone sono una folla.Però,è vero che su Princes Street e sulle vie limitrofe, vedi per esempio il North e il South Bridge c’e’ la vera,vera ira de dio), potreste fare un giretto sui ponti appena citati…fra negozi che vendono sandwich espressi e pub, potreste trovare il “Forbidden Planet”(south bridge), un negozio di modellismo che farà la gioia degli amanti di StarWars,Star Trek e soprattutto del Dottor Who che in Scozia pare vada per la maggiore. Dopo la sosta ludica, allungate di un po’ di passetti e vi troverete all’interessante National Museum of Scotland. In un guazzabuglio senza troppo ordine,troverete la visita sicuramente piacevole. Primo,perché credo che sia una delle pochissime cose gratuite in Scozia (non dimenticate però di fare un’offerta libera, brutti purciari che non siete altro), secondo perché il tetto del museo è accessibile a tutti e quindi, da un bel settimo piano, sarà possibile vedere la città da un punto di vista piuttosto privilegiato.
Oghey.E’tempo di visitare il simbolo della città :
l’Edimburgh Castle. La maggior parte delle guide, nonché anche gli autoctoni vi
diranno che,per raggiungere il castello, la cosa migliore da fare è percorrere
la Royal Mile (una strada davvero zeppa di cose,ma ve ne parlo fra poco anche
di questo), su,su,su,fino al castello. Manco per il cazzo,ovviamente.Scegliete
questa soluzione solo se vi va di allungare tantissimo e fare un altro bagno di
folla. In caso contrario, potreste invece scegliere di scivolare a destra di
Prince Street (qualora alla vostra sinistra ci sia la stazione), passando di
fronte alla chiesa di Sant John. Dietro a questa costruzione, c’e’ un piccolo
cimitero francese, curato e bellissimo,nella sua tranquillità,dove potreste anche
incontrare qualche abitante del luogo…non fantasmi,ma scoiattoli.Seguendo il
camminamento, arrivate al semaforo e girate a sinistra.Già adesso,se alzate la
capoccia, potete ammirare il castello in tutta la sua imponenza,da una visuale
che molti ignorano.Non prendete vie parallele,ma limitatevi a seguire la
strada:dopo una breve e impervia salita,vi troverete,a sinistra,delle scale che
vi porteranno ad una micro-piazza, sulla quale avrete due scelte. Girate a
sinistra per il castello oppure a destra per andare alla Camera Obscura,una
delle attrazioni più rinomate di Edimburgo. Si tratta di un palazzo di cinque
piani,dove giochi di luce,specchi e pavimenti mobili vi accompagneranno nel
mondo delle illusioni.Un consiglio : questo luogo è meglio visitarlo a stomaco
vuoto!
Torniamo al castello : come moltissimi altri luoghi,qui,di
“castello”, parte le mura perimetrali,c’e’ ben poco. Dopo aver fatto una fila
allucinante e speso 16,5 sterline a cranio, vi inoltrerete oltre le mura, dove
potrete ammirare dapprima una splendida vista della città, poi – sempre a
prezzo di una robusta coda, potrete rimirare i gioielli della corona
nell’apposito museo, la sala delle armi (che rievoca un pezzo della storia
scozzese),nonché il cannone che spara una salva alle 13 in punto. Non
dimenticate una foto al cimitero dei cani soldato,veri eroi di tutte le guerre.
Potreste anche spendere 2 minuti alla cappella di Santa Margherita e poi
visitare il nutrito shop attiguo al castello. Usciti dalle mura,è il momento di
imboccare la già citata Royal Mile. Si tratta di una lunghissima via che
percorre tutto il tratto cittadino e va dal castello all’inizio di Princes
Street.Se avete seguito il mio consiglio,scoprirete che potrete bearvi di tutti
i negozi,i pub e i monumenti di questo vialone percorrendolo…in discesa e
quindi molto,molto più agevolmente che se aveste seguito “le dritte” delle
guide. Più o meno a due terzi della via, iniziate a guardare alla vostra
sinistra…non dovreste aver difficoltà a notare l’ingresso del “Mary King’s Close”,
ovvero uno dei luoghi più infestati di tutta Edimburgo!Ok…io spettri non ne ho
visti…ma la storia di questa parte antica della città è molto affascinante. Si
tratta di una vera e propria “Edimburgo Sotterranea”, una città sotto la città,
con ancora le sue vie,le sue case e le sue stanze. In questo post,non mi
dilungherò sul fascino di questo luogo, ma vi invito a cliccare sul link qui sopra per
conoscerne la storia.
Ora…che ne dite di prendere un bus?A metà di Princes Street,
dal lato opposto ai negozi, c’e’ la fermata del “15” che, per 3,50 sterline, vi
porterà a 11 miglia da Edimburgo,nella cittadina di Rosslyn.Non credo ci sia
bisogno di spiegarvi cosa c’e’ a Rosslyn : ne “il Codice Da Vinci”, Dan Brown
ne fa la chiave di volta per scoprire il mistero del Santo Graal e,in effetti,i
simboli massonici nella cappella (probabilmente l’unica vera attrattiva del
paese) si sprecano,molti dei quali,oggi,ancora non interpretati.All’interno non
è possibile fare foto ne filmati ma l’atmosfera arcana che si respira dentro e
fuori vale il salato prezzo del biglietto. Non manca ovviamente uno shop e un
bar, nonché bagni pubblici di sicura utilità!
Tornati ad Edimburgo (potete tranquillamente riprendere il
15 a un centinaio di metri da dove siete scesi, con lo stesso biglietto),non
dimenticate di visitare Rose Street. Il pub “1780” è ottimo per cenare e
trascorrere la serata in un bel posto, dove mangiare alcune prelibatezze locali
cucinate in modo impeccabile. I piatti sono decisamente abbondanti ovunque,ma
ricordate una regola ferrea : in Scozia in generale e a Edimburgo in
particolare,la vita inizia presto (alle 05.30 del mattino) e finisce presto.
Alle 18 la maggior parte dei negozi sbarrano le porte e, in generale,le cucine
dei luoghi dove pappare chiudono verso le 22…oltre quest’orario,se avete
fame,potrete comunque rivolgere la vostra attenzione ai vari McDonald sparsi
per la città e dintorni.
Se non fa troppo caldo e avete voglia di passeggiare, cosa ne direste di un sano tour nell’immenso giardino botanico di Edimburgo?A circa 20/25 minuti a piedi dal centro storico, troverete uno dei giardini botanici più importanti d’Europa; anche qui l’ingresso è gratuito (sentitevi comunque in obbligo di fare un’offerta all’ingresso!) per tutto il parco con l’eccezione delle serre e troverete piante più o meno esotiche, tante panchine, cascate e cascatelle e,in certi punti,una bellissima vista panoramica sulla città. Non lasciatevi sfuggire l’occasione d’acquistare i semi di fiori di tantissime specie indigene e non. Lungo la strada per arrivare, non perdete l’occasione di visitare il “Conan Doyle”, uno storico pub posto di fronte all’abitazione del famosissimo creatore di Sherlock Holmes.
Right…right…right.Non di sola città vive l’uomo. La Scozia
offre panorami selvaggi incommensurabili e panorami mozzafiato nelle sue zone
più selvagge; andare in Scozia e non visitare le Highlands è un reato punibile
con la corte marziale. Ci sono molti modi per visitare le zone più impervie
degli altopiani : come vi accennavo qualche riga più sopra, la “Jacobite
Experience” è un qualcosa da non perdere assolutamente. Si tratta di una sorta
di tour organizzato, con una guida che vi porterà, a bordo di un pulmino,nelle
parti più interessanti delle Highlands. Si comincia con una visita alla Stanley
Hill, nel PerthShire,conosciuta come “La collina delle fate”. Nelle immediate
vicinanze c’e’ una cattedrale accanto alla quale scorre un fiume : un luogo
meraviglioso che merita d’essere visto. Subito dopo, la visita continua sulla “Military
Road”, una strada del 1800 perduta nel cuore di una foresta dove potrete
ammirare il pino più alto di tutto il Regno Unito.
La foresta offre odori e
panorami magnifici,cascate e sentieri con pochi eguali. Dopo una breve sosta
nella ridente cittadina di Pitlochry, dove potrete gustare qualche ciboria
locale, vi ritroverete a visitare Culloden, dove si consumò uno dei massacri
più sanguinosi della storia scozzese; nel 1746 infatti, le forze di Carlo
Edoardo Stuart vennero definitivamente sconfitte dai soldati del Duca di
Cumberland, soprannominato “Billy il Macellaio”per la violenza con la quale
represse l’insurrezione Giacobita. Si tratta di un luogo sacro : poche spanne
di terreno sotto i vostri piedi riposano gli Highlander trucidati nel corso di
quell’epica battaglia…e a testimonianza di ciò,non dimenticate di osservare da
vicino la pietra funebre in mezzo al campo e le singole pietre miliari in
ricordo dei vari clan.
La foresta offre odori e
panorami magnifici,cascate e sentieri con pochi eguali. Dopo una breve sosta
nella ridente cittadina di Pitlochry, dove potrete gustare qualche ciboria
locale, vi ritroverete a visitare Culloden, dove si consumò uno dei massacri
più sanguinosi della storia scozzese; nel 1746 infatti, le forze di Carlo
Edoardo Stuart vennero definitivamente sconfitte dai soldati del Duca di
Cumberland, soprannominato “Billy il Macellaio”per la violenza con la quale
represse l’insurrezione Giacobita. Si tratta di un luogo sacro : poche spanne
di terreno sotto i vostri piedi riposano gli Highlander trucidati nel corso di
quell’epica battaglia…e a testimonianza di ciò,non dimenticate di osservare da
vicino la pietra funebre in mezzo al campo e le singole pietre miliari in
ricordo dei vari clan.
E’il momento di qualcosa di più allegro; lasciato alle spalle
Culloden, un viaggio non troppo lungo vi porterà sulle rive del lago più famoso
del mondo,ovvero Loch Ness. Si tratta di un bacino d’acqua dolce che si trova a
sud-ovest di Inverness, casa del mitico mostro Nessie.
E’davvero uno spettacolo
magnifico, soprattutto se alla vostra visita abbinerete quella del castello di
Urquhart, un rudere visitabile gratuitamente posto a ridosso del lago…da non
perdere assolutamente (anche se il tour Giacobita ve lo farà rimirare solo dall’alto).
A questo punto, il primo giorno di tour può considerarsi concluso; passerete la
notte a Fort William, in un ostello, in un B&B oppure in un Hotel sulla
base di quanto vorrete spendere. Di per se,Fort William non offre moltissimo
ma,se volete fare un giretto,non perdete la visita al piccolo cimitero
monumentale lungo la via principale e, se avete fame, un salto da Nico è
obbligatorio per un “fish & chips” abbondante e gustoso.
E’davvero uno spettacolo
magnifico, soprattutto se alla vostra visita abbinerete quella del castello di
Urquhart, un rudere visitabile gratuitamente posto a ridosso del lago…da non
perdere assolutamente (anche se il tour Giacobita ve lo farà rimirare solo dall’alto).
A questo punto, il primo giorno di tour può considerarsi concluso; passerete la
notte a Fort William, in un ostello, in un B&B oppure in un Hotel sulla
base di quanto vorrete spendere. Di per se,Fort William non offre moltissimo
ma,se volete fare un giretto,non perdete la visita al piccolo cimitero
monumentale lungo la via principale e, se avete fame, un salto da Nico è
obbligatorio per un “fish & chips” abbondante e gustoso.
E’il momento di prendere un treno, anzi “il treno”. Immagino
che tutti voi,almeno una volta,abbiate sentito parlare di Harry Potter, il
maghetto nato dalla penna di J.K. Rowling…e immagino che almeno uno dei film
della saga l’abbiate visto. Ora:in tutte le pellicole,almeno una volta,si vede
il treno che,dal binario nove e tre quarti, porta Harry & Co. alla scuola
di Magia e Stregoneria di Hogwarts; nei film, il treno passa spesso su un lungo
viadotto, giusto?Ecco:quel viadotto è il “Glenfinnan Viaduct”, esiste realmente
e NON è una ricostruzione cinematografica.
Da Fort William, il “Jacobite’s
Steam Experience” vi farà viaggiare fino a Mallaig su un treno del tutto simile
a quello visto nel film, con tanto di carrozze (due,in prima classe),in
perfetto stile Potteriano. Dal treno potrete vedere le Highlands in tutto il
loro splendore : paesaggi sconfinati, vallate verdi e rocciose, un vento gelido
che vi penetrerà nelle ossa mentre starete affacciati ai finestrini. Più o meno
10 minuti prima di giungere alla stazione di Glenfinnan, iniziate a procurarvi
un buon posto accanto al finestrino; anzi,il mio consiglio è quello di andare
all’inizio o alla fine degli scompartimenti, dove potrete aprire il finestrino
delle porte d’accesso e godere di una vista privilegiata.E’infatti il momento
di ammirare il treno che passa sul viadotto ed è un esperienza tanto breve
(meno di un minuto),quanto intensa.Non lasciatela passare per nessun
motivo!Quando poi il treno si fermerà a Glenfinnan,guadagnate rapidamente le
porte d’ingresso delle carrozze più avanzate; avrete infatti circa una mezz’ora
di tempo per visitare il luogo di nascita (nel telefilm e nei film) di Conner e
Duncan MacLeod! Guardate bene anche alla vostra sinistra, per non perdere lo
spettacolo del Loch Shiel. Arrivati poi a Mallaig, potete fare un giro per
questa tipica cittadina di mare che, al di la di un po’ di puzza di pesce e
cacca,non ha moltissimo da offrire…prima di ripartire alla volta di Fort
William; godetevi il viaggio a ritroso con calma,perché al ritorno sarà la
volta della visita al parco di GlenCoe.
Glencoe. Le Highlands, intese nel loro termine più puro.L’aria
frizzante ristorerà i vostri polmoni, i panorami a perdita d’occhio riempiranno
le vostre retine con i colori di una natura selvaggia e pressochè
incontaminata.Godete d’ogni secondo,d’ogni minuto del tempo speso in questo
luogo magico perché vi assicuro che non ci sono posti uguali in tutto il mondo.
…Ed eccoci di nuovo a Edimburgo (loro la pronunciano Edimbr
o,nella forma ancora più stretta, Embr!).E’il momento di prendere un altro
treno, uno “vero”,questa volta.Si,perché non vorrete di certo perdere due
ulteriori attrattive prima che il tempo della vacanza finisca!Ci sono ancora il
castello di Glamis e la cattedrale di Saint’Andrew da vedere e,se vi
organizzate bene,potrete vederli e gustarli come si deve tutti e due in un
giorno solo. Allora,cominciamo.
Recatevi alla stazione di Waverley, posta quasi alla fine di
Princes Street e subito prima del ponte. Dovete recarvi a Dundee,quindi
servitevi pure delle biglietterie automatiche per acquistare i ticket (non ci
pensate neanche di fare i portoghesi:i controllori ci sono,SEMPRE!) e poi
prendete il treno…e che treno.La loro “seconda classe”,supera la nostra “Prima”
di parecchie lunghezze. Sedili comodi, grandi e puliti, bagni a specchio,
servizio veloce. Sul fronte dei trasporti,come sempre,l’Italia fa una figura di
merda davvero senza paragoni. Sia come sia,una volta arrivati a Dundee, in
linea teorica ci sarebbero i bus che portano a Glamis.Questo almeno si legge
sulle guide. Manco per il cacchio,ovviamente. Si deve prima andare in una
cittadina che si chiama Forfar, poi da li si può prendere un bus per Glamis e
fare quindi un tratto a piedi. Ora : dal momento che parliamo di una spesa di
circa 10 sterline, meglio spenderne 20 e prendere un Taxi che vi lascerà
proprio di fronte a quello che è, a detta di tutti, il castello più infestato
di tutta la Scozia!In realtà si tratta della residenza reale della Regina Madre
e,nel complesso,è molto più bello fuori che dentro. Tuttavia,la visita vale il
prezzo del biglietto. Non dimenticate che potrete poi fare pappa e shopping nei
negozi attigui al castello stesso.
Tornate a Dundee (non perdete tempo a visitarla,è un cesso)come
meglio credete e salite sul bus 99. In un lasso di tempo breve,vi ritroverete
al paese di Saint Andrew,dove potrete ammirare le rovine della bellissima
omonima cattedrale, nonché il suo castello. Considerate questa visita una sorta
di obbligo:il panorama è magnifico,il paese tranquillo,l’aria profumata. Quando
avrete finito, prendete un taxi che,per dodici sterline, vi porterà alla
stazione di Leuchars, dove prenderete il treno che vi riporterà a…Embr!
-
Insomma…non si può dire che la Scozia non abbia da dire la
sua. Una nazione bella,da vedere,da visitare,da vivere.Non perdete l’occasione
di visitare questa terra magica,perché la bellezza scozzese è al di la di ogni
paragone. A me non resta che augurarvi una splendida vacanza…e a presto,mes
amis.
Ale
7/30/2012
Urania - Star Trek TOS : La Sfera di Dyson
Buon Lunerdi a tutti e ben ritrovati su queste pagine.Mentre faccio il conto alla rovescia per la partenza, non mi precludo come di consueto il piacere di una buona lettura. Il volume di cui vi parlo oggi è "La Sfera di Dyson", secondo (ed ultimo) libro della celeberrima collana "Urania" (volume n.800), classe 1979, dedicato al fantascientifico mondo creato da Gene Roddenberry (del primo, "Il pianeta del giudizio" numero 759, ,vi ho parlato diffusamente in un post precedente).
Come sempre,il sito STIC ci viene incontro con la quarta di copertina.Leggiamola:
"Il capitano Kirk, Comandante dell'Enterprise, decide che per la sua astronave, per il suo equipaggio e per lui stesso, c'è una sola speranza di salvezza: dovrà parlare personalmente con Dio, con l'oscuro e tremendo Dio della sfera di Dyson. Il dottor Leonard McCoy, medico di bordo, ha i suoi dubbi. "E se fallisci?" chiede. Ma il capitano ha già riflettuto. "Se fallisco" risponde "ho paura che tutti noi dovremo sperimentare sulla nostra pelle che cosa significhi precipitare in un buco nero..." Dopo James Blish e Joe Haldeman, un altro tra i più sofisticati autori d'oggi s'ispira a una popolarissima saga spaziale per portare l'invenzione fantascientifica al di là di ogni conosciuto livello di guardia."
Non è,probabilmente,uno dei romanzi "top", di Star Trek ma, considerando l'anno di produzione, si tratta comunque di un'opera decisamente interessante, localizzata più o meno nella prima stagione della serie classica di Star Trek. Lo stile di scrittura, lo svolgersi dell'azione e i dialoghi ricalcano quasi perfettamente quanto visto sullo schermo e,nel complesso,non posso che consigliarlo caldamente agli appassionati e un pò meno a chi mastica poco l'Universo Trek.
Non semplicissimo da trovare ma comunque meno raro di molti altri di cui vi ho raccontato, potreste provare, se volete arricchire la vostra bibliotreka, ad acquistarlo qui.
Al prossimo post.
Ale
Come sempre,il sito STIC ci viene incontro con la quarta di copertina.Leggiamola:"Il capitano Kirk, Comandante dell'Enterprise, decide che per la sua astronave, per il suo equipaggio e per lui stesso, c'è una sola speranza di salvezza: dovrà parlare personalmente con Dio, con l'oscuro e tremendo Dio della sfera di Dyson. Il dottor Leonard McCoy, medico di bordo, ha i suoi dubbi. "E se fallisci?" chiede. Ma il capitano ha già riflettuto. "Se fallisco" risponde "ho paura che tutti noi dovremo sperimentare sulla nostra pelle che cosa significhi precipitare in un buco nero..." Dopo James Blish e Joe Haldeman, un altro tra i più sofisticati autori d'oggi s'ispira a una popolarissima saga spaziale per portare l'invenzione fantascientifica al di là di ogni conosciuto livello di guardia."
Non è,probabilmente,uno dei romanzi "top", di Star Trek ma, considerando l'anno di produzione, si tratta comunque di un'opera decisamente interessante, localizzata più o meno nella prima stagione della serie classica di Star Trek. Lo stile di scrittura, lo svolgersi dell'azione e i dialoghi ricalcano quasi perfettamente quanto visto sullo schermo e,nel complesso,non posso che consigliarlo caldamente agli appassionati e un pò meno a chi mastica poco l'Universo Trek.
Non semplicissimo da trovare ma comunque meno raro di molti altri di cui vi ho raccontato, potreste provare, se volete arricchire la vostra bibliotreka, ad acquistarlo qui.
Al prossimo post.
Ale
7/25/2012
Quegli Strani Animali
Quegli Animali più piccoli di un'Ape
Che si riuniscono sull'Occhio -
Il cui pascolo è la Briciola che passa -
Quegli Animali sono le Mosche -
Di Stalle per l'Inverno - ignare -
Greppie estemporanee
Trovano nonostante la nostra avversione -
Su Pareti Adatte -
Riservandosi il diritto
Di scendere all'improvviso
E galoppare sui Mobili -
O più odiosamente offendere -
Del loro compito peculiare
Incompetenti a giudicare
Alla Natura le rimettiamo
Per giustificare o castigare -
Emily Dickinson
Che si riuniscono sull'Occhio -
Il cui pascolo è la Briciola che passa -
Quegli Animali sono le Mosche -
Di Stalle per l'Inverno - ignare -
Greppie estemporanee
Trovano nonostante la nostra avversione -
Su Pareti Adatte -
Riservandosi il diritto
Di scendere all'improvviso
E galoppare sui Mobili -
O più odiosamente offendere -
Del loro compito peculiare
Incompetenti a giudicare
Alla Natura le rimettiamo
Per giustificare o castigare -
Emily Dickinson
7/23/2012
IPCONFIG
“Buongiorno,sono Alessandro”
“ehhh…chi è?”
“…(ecco…the walking dead…prima chiamata,primo zombi)Come due
secondi fa,questo è l’Helpdesk e io sono Alessandro”.
“Ah,buongiorno,io sono il Municipio 13”
“(Spero che crolli,allora).Ne dubito,signora.”
“Nono,sono io”.
“(fammi sentire un rantolo di morte). Uhm,non ho dubbi che
lei lavori al municipio 13.Dubito che lei SIA il municipio 13.Forse,se mi dice il
nome…?”
“Viale del lido”.
“(che è dove voglio vederti appesa,maledetta). Perfetto
signora.Saltando le analisi del sangue,mi dice il SUO nome e cognome?”
“Il mio?”
“Si,io il mio lo conosco.Il suo”.
…E finalmente me lo dice. Oghey.Passiamo al problema.
“Allora…ehhh…a me non funziona.”
“(Che cosa?Il cervello?Il cuore?La fica?Ammazzati,maledetta)
Le devo chiedere d’essere più precisa. Cosa,non funziona,esattamente?”
“Internet,non funziona da Venerdì”.
-
Piccola nota dell’autore. Non so per quale
motivo,ma gli utenti che chiamano l’assistenza, in una percentuale vicina al
99%, sono convinti che, dicendo che hanno un problema da “diversi giorni”, “da venerdi”, da “una settimana”,etc,chi sta
dall’altra parte venga “colpito” dalla dichiarazione e quindi si presti più
volentieri e celermente alla risoluzione. Senza capire che non me ne fotte un
emerita mazza del tempo trascorso da quando si è manifestato il problema. Anzi,
di solito,mi predispongo piuttosto male con chi lo fa : perché significa che,
se hai problemi di navigazione da “una settimana” e chiami solo oggi,vuol dire
che hai rubato lo stipendio per giorni interi e oggi – che magari devi proprio
fare UNA pratica,mi stai demolendo le palle.
“uhmmmm…oghey. Vediamo di capire”.
Una volta,quando ero giovane,mi piaceva chiedere agli utenti
che sistema operativo avessero sul loro client,non so XP,Vista,7...Crescendo,invecchiando,ho
capito che è più facile andare davanti ad un crocefisso ed ottenere qualcosa,
piuttosto che avere una risposta a questa domanda. Quindi non la pongo più
ma,essendo comunque vitale sapere con cosa ho a che fare,ho escogitato un
sistema che, in rare occasioni, da dei risultati. Non è questo il
caso,comunque.
“Allora, signora, in basso a sinistra,sul suo monitor,qual’e’
la prima icona che vede?”
…Silenzio di tomba.
“Signora?”
“Sii-i?”
“In BASSO a SI-NI-STRA qual’e’ la prima icona che vede?”
…Seguono gemiti e rantoli incomprensibili.Tanto da farmi
pensare che c’e’ un Chupachabras dall’altra parte.
“Signora…allora…il monitor è un rettangolo.Come tutti i
rettangoli ha quattro lati.A me interessa il lato in basso a sinistra.La
sinistra è la mano dove molta gente porta l’orologio.”
Pochi secondi di silenzio,poi la risposta,che varia da
utente a utente,ma più o meno è similare.
“Che devo fare?”
“Deve solo rispondere alla domanda,signora : la prima icona
in basso a sinistra.Qual’e’?”
“Dove?”
Di solito,a questo punto,ho già sgranato mezzo
rosario,condendolo di “porco” e “porca” davanti.Parliamo di gente da 1300 euro
al mese di partenza + buoni pasto, ferie,permessi,agevolazioni,etc. Gente che
NON sa cosa vuol dire “precario “ e soprattutto,non sa cosa vuol dire “lavoro”.
“Oghey.Lasciamo stare.Facciamo così.Qualunque sia la prima
icona in basso a sinistra,facciamo un click sopra”.
Silenzio.Poi : “Vado,eh?”, con l’urgenza tipica di chi sta
per premere il pulsante rosso che attiva Vultus 5.
“(Si,a fanculo).Si,vada.Prema”.
“Fatto”.
“(E’nato) Oghey.Adesso scegliamo “Esegui”. “
“Lo faccio io?”
“(no,lo faccio io.Ora vengo li,premo esegui,poi torno al
telefono e continuiamo). Si”.
“Fatto”.
“Dentro “esegui”, NELLA BARRA BIANCA,c’e’ scritto qualcosa?Apri…due
punti…poi?”
La risposta che segue la danno tutti. Da notare che ho chiesto cosa c’e’ NELLA BARRA BIANCA,null’altro.
“Digitare il nome de programma,della cartella,del…”
“No,quello c’e’ scritto sopra.Nella barra bianca”.
Nessuno mi si fila.Continuano a leggere come se nulla fosse.
“…Del documento o della risorsa internet da aprire”.
“Perfetto. Come dicevo,mi interessa la barra bianca. Apri…due
punti…e poi?”
“Dov’e’ la barra?”
“(io te la metterei nel culo,una barra rovente,ma transeat).Sotto
a dove stava leggendo e dove le ho chiesto di non leggere. Apri…due punti…e
poi?”.
“Ah,si…è bianca”.
“Perfetto,allora scriviamo noi.Glielo detto lettera per
lettera.Allora. C,di Como…”
“Aspetti,aspetti,dove devo scrivere?”
“Nella barra bianca. Allora, C,di Como…”
“Scrivo io?”
“Si,per favore…la prego…allora,C,di Como…”
“Maiuscolo?”
“Come vuole.C,di Como…M,di Milando…D,di Domodossola. CMD”.
“Fatto.”
“Perfetto.Dia Ok, o Invio”.
“Perfetto.Dia Ok, o Invio”.
“Ok e invio?”
“No.Ok O Invio”
“Invio non ce l’ho”.
“Invio è il tasto sulla tastiera, (maledetta zoccola),
quello che serve per andare a capo”.
Silenzio di Tomba.
“Signora,faccia click su “OK”e basta,lasciamo stare il resto”.
“Fatto”.
“Si è aperta una finestra nera con le scritte bianche.”
“Si”
“(miracolo). Adesso,li di seguito,in quella
finestra,scriviamo:”
“Di seguito a dove c’e’ il trattino o a capo?”
“(ho detto di seguito e due secondi fa NON sapevi come si va
a capo,strega!)Di seguito.Scriviamo…glielo dico lettera per lettera…allora…I,di
Imola…”
“maiuscolo”
“E’uguale.Allora,I,di imola…” – e si procede fino all’immane
sforzo di scrivere la complicatissima parola in klingon antico IPCONFIG.
Il più è fatto.Il resto dei problemi,sono inezie.
Un po’ di stress?
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