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8/25/2013

Utopia Pak - Lincoln Child

Alla via così.

La lettura de "Utopia Park", primo libro scritto dal Signor Child senza il suo illustre collega Preston si è rivelata essere una mera perdita di tempo; pur essendo, indiscutibilmente, i due autori dei veri e propri Maestri nella scrittura, questo volume è, detto in due parole, tanto ovvio quanto banale nella sua inutilità.

Il sito "Libreria Universitaria", ci viene incontro con la trama. Leggiamola:

"Fra i canyon del Nevada sorge Utopia, il parco di divertimenti più famoso del mondo, una Disneyland hi-tech che attira 65.000 visitatori al giorno con robot avveniristici, ologrammi straordinariamente realistici e ogni genere di effetto speciale. Quando un automa impazzito crea il panico tra la folla e le più famose montagne russe d'America quasi uccidono un adolescente, il dottor Warne, progettista originale dei sofisticati sistemi informatici che comandano l'intera struttura, si troverà di fronte a qualcosa di molto più spaventoso di un semplice guasto tecnico. Un gruppo di criminali senza scrupoli ha sabotato gli apparati computerizzati di Utopia, minacciando di far piombare il parco nel caos se non verranno seguite alla lettera le sue deliranti istruzioni..."

Molto interessante,non trovate?Per certi versi, ricorda da vicino la (bella) pellicola "Il Mondo Dei Robot", classe 1973, scritto e diretto da Michael Crichton. Purtroppo, però, la resa su carta è assolutamente insufficente, con personaggi stereotipati, una trama risibile e fin troppo ovvia e con un lieto fine ai limiti dell'ovvio; già a pagina 10 si intuisce chi sia lo stronzo dietro ai piani di conquista del parco e di certo questo non aiuta a proseguire fino alla fine. Se poi sperate in colpi di scena e capovolgimenti di fronte, allora resterete delusi : non c'e' nulla di tutto questo ed il libro scorre sul suo piatto binario dall'inizio alla fine.

Per 18 euro, potete trovare sicuramente qualcosa di più e decisamente meglio.

Al prossimo post.

Addio

Ale

7/04/2013

Luther

Buonasega a quasi tutti, buon Giovedì e ben ritrovati su queste pagine. Lo so,in questo periodo sto un pò latitando in questo angolo del Profondo Blu, ma fra il lavoro e il mio nuovo amore il tempo di scrivere qualcosa di sensato è sempre minore.

Sia come sia, oggi voglio parlarvi di "Luther", nella sua incarnazione cartacea. Per farlo, un passo indietro pare d'obbligo : in effetti, "Luther" è dapprima approdato sugli schermi televisivi di Fox Crime (in Italia) con la prima stagione che vanta sei episodi da un'ora l'uno. C'e'anche una seconda - non ancora andata in onda da noi ma che ha riscosso un discreto successo altrove - di quattro episodi e c'e' già l'accordo per la terza. Pubblicizzato quanto un leccalecca alle ortiche, la serie nata dalla penna di Neil Cross (ideatore e sceneggiatore) è un piccolo gioiello del cinema poliziesco e vi consiglio caldamente di vedere almeno la prima stagione. Luther è impersonato da un Idris Elba in grande spolvero ed è affiancato da un cast (quasi) anonimo ma convincente; non poteva quindi essere da meno il libro che racconta un caso molto particolare e funge da prequel alla serie televisa. Il sito Rizzoli ci viene incontro con la trama. Leggiamola:

"È un incubo, un'ombra, una presenza sottile che si nutre di paura e terrorizza tutta Londra raccontando alla radio i dettagli di un omicidio raccapricciante. Le vittime sono i coniugi Lambert, e il bambino di otto mesi che la donna portava in grembo. I primi indizi portano dritto a un pervertito con tendenze necrofile che Tom Lambert, di professione psichiatra, aveva in cura. Ma nulla è come sembra in un caso che solo John Luther può affrontare. Luther è avventato, maniacale, ossessivo. Insonne, aggressivo, fuori controllo. Il suo passato è un campo minato e la sua mente non troppo diversa da quella dei folli a cui dà la caccia. Per questo, forse, il suo istinto è infallibile. Per questo ogni sua indagine rischia di essere l'ultima."

Right, forse e dico forse la trama potrebbe non convincervi a fondo, ma posso garantirvi che il libro scorre veloce e leggero dall'inizio alla fine; scritto con uno stile potente e conciso (al tempo presente...tenetelo a mente se questa modalità vi disturba),il volume edito da Rizzoli è bello almeno quanto la serie, con tanta azione, sangue e violenza, in un crescendo di colpi di scena che non mancheranno di tenervi col fiato sospeso fino all'ultima pagina.

Con un pò di fortuna,lo potete acquistare a meno di 10 euro nelle migliori librerie e, in tempi come questi, vi garantisco che saranno soldi ben spesi.

Al prossimo post.

Ale

ps:qui trovate il sito dell'Autore.

6/18/2013

I Dodici - J. Cronin



Lo so. Leggendo il titolo del post, qualcuno di voi potrebbe pensare che mi sto riferendo ad un certo tizio a capo dei “Dodici”, ovvero un gruppo scelto paramilitare di uomini che non hanno più “la luce dei sentimenti negli occhi” e che “attendono solo un segnale”, comparso il quale il mondo così come lo conosciamo oggi scomparirà e inizierà una nuova era.

Ebbene,no,non è così. Anche se, tutto sommato, la cazzata di libro che vado a recensire quasi rivaleggia con le stronzate che ho scritto qui sopra.

In un post precedente, vi avevo raccontato de “Il Passaggio” di J. Cronin, un libro a dir poco fantastico, scritto benissimo, scorrevole, interessante - a tratti persino toccante; nonostante i tempi biblici dell’editoria Italiana, ho accolto con piacere l’arrivo de “I Dodici”, secondo libro di questa annunciata trilogia.
Right…tanto era bello il primo, tanto è “inutile” questo secondo tomo, che definirei <> (appunto) ; l’opera manca di mordente,si chiacchiera un sacco e si produce poco,i personaggi principali mancano di carisma e si aggiungono un fottio di pupazzi nuovi che,tutto sommato,sono utili come un coltello quando si deve mangiare una zuppa.

Lento,lentissimo,zeppo di chiacchiere inutili e in generale poco scorrevole, sembra quasi che non sia stato Cronin a scrivere questo secondo volume,ma un Ghost Writer alle prime armi. Mi piacerebbe davvero “sconsigliarvelo” ma, per rimanere in tema, se avete letto “Il Passaggio”, allora purtroppo per voi questo è un acquisto obbligato; potreste magari aspettare un po’ – le edizioni economiche sono dietro l’angolo, perché davvero questo libro non vale per nulla l’esborso.

Al prossimo post.

Ale 

ps: se proprio non potete farne a meno, qui lo trovate ad un prezzo leggermente minore.

5/03/2013

Star Trek : Dimensione Gioco

Buonasera a quasi tutti, buon Venerdi e ben ritrovati su queste pagine. Dopo la divertente presentazione de "Star Trek:il videogame", nonchè del lancio della versione Blu ray di "Star Trek Enterprise" al Vigamus di Roma (maggiori info le trovate qui), è quasi un passo obbligato,per me,recensire il libro "Star Trek:Dimensione Gioco", edito da UniversItalia e venduto al prezzo non indifferente di 16 lemuri (vabbhe...per Star Trek questo,altro e altro ancora).

L'autore, Fabio D'Anna, analizza tutto o quasi lo scibile ludico (dai videogame ai giochi da tavolo,passando per le carte,avventure testuali, flipper et similia) inerente l'Universo creato da Gene Roddenberry 47 (ah...47...che cospirazione!) anni or sono. Visto che trovare un sunto della quarta di copertina è una vera impresa, ci penso io.

"Anche nell'era dell'esplorazione spaziale, profetizzata da Star trek, noi uomini continuiamo a giocare.Come dimenticare le partite di Spock a scacchi 3D?O le simulazioni, incredibilmente realistiche, del ponte ologrammi?Il volume offre una lunga retrospettiva dell'inestricabile rapporto fra Star Trek ed il gioco,ripercorrendo la storia di tutte le sue declinazioni ludiche. Dagli albori fino alle nuove frontiere digitali,un'analisi completa di 8 giochi di ruolo,20 giochi da tavolo, 10 giochi di carte, 3 flipper, 2 simulatori di flipper e 61 videogiochi legati all'Universo di Star Trek, a partire dall'avventura testuale del 1971. A corredo del testo, 74 immagini dai titoli analizzati."

Ecco. Con una quarta così, l'acquisto mi è parso obbligatorio.
...E non è che il libro non sia gradevole. Però, porco cazzo, è zeppo di errori. Allora, cominciamo con quello più reiterato. Come tutti i trekkers sanno, uno dei cardini di ST è la Federazione Unita dei Pianeti, ovvero la United Federation of Planets. L'autore, in evidente calo di zuccheri, a pagina 29 (giusto per citarne una,ma questo errore ricorre ogni volta che lo "scrittore" parla della Federazione) scrive UPF e ci tiene a specificare: "United Planet Federation". Parte che in Inglese, messo così, non vuole dire una mazza (il che dimostra anche una scarsa dimestichezza con la lingua anglosassone), la domanda è : ma che versione di Star Trek s'e' visto,questo, quella cinese?!O napoletana?Vabbeh. La pagina 29 è evidentemente una pagina maledetta, perchè poche righe più sotto ecco un'altra frase incriminata.
"...terroristi che lottano contro la dittatura della specie extraterrestre dei Card   il dottore olografico..."

Uhm...qui, il calo dei zuccheri s'era fatto più forte, sicuramente.I Card?E chi sono,una razza aliena dedita al Poker?O dei dittatori (!?) che non vogliono che si usino le simCARD nell'Universo?
Per chiudere le cazzate di pagina 29, troviamo il nome di B'lanna Torres (capo ingegnere della Voyager) storpiato in Belanna. Forse si arrapava di più così,non lo so.

Fra i capolavori della Storia Trek in particolare e della fantascienza in generale, c'e' il film "Primo Contatto", probabilmente una delle migliori pellicole Sci-Fi mai prodotte. L'autore, a pagina 35 sostiene che Picard,il capitano dell'Enterprise E nel film, deve andare indietro nel tempo per "fermare una sonda che assimilerebbe la Terra". Ancora una volta, il buon D'Anna deve aver mangiato troppo prima di scrivere (sapete,no,qualcosa tipo la pubblicità del cinghiale sulla pancia),una cazzata del genere. Primo, perchè una sonda "non assimila"; semmai è l'equipaggio della sonda,che assimilerebbe. Il problema, però,e che NON C'E' NESSUNA SONDA nel film, santo ufo,ma una sfera Borg al comando della Regina che in effetti cerca di alterare la storia impedendo, appunto, il Primo Contatto (da qui, il titolo del film).
Finito?Non penso proprio, rimanete seduti. Dunque...a pagina 46, il nostro profondo conoscitore trek cita la 47 conspiracy (leggete il link in alto per saperne di più) e fa un esempio ridicolo, ovvero che,se per esempio un numero di navi romulane attaccasse l'Enterprise, queste saranno 47. Ma quando mai?In 11 film, 6 serie e un fottio di libri, 47 navi contro una non si sono mai viste.

Pagina 57 : "Le limitazioni sono ovvio". Cioè?Le tue parole sono tutto, tranne che OVVIE.
Pagina 59: "Non solo solo gli ologrammi..." Eh?
Pagina 84 : "...o la USS Baker Destroyer di classe Galor". Si,eh?Classe Galor.Certo. Come dire che la CocaCola è prodotta dalla Pepsi o che Levis è una marca di wurstel. "USS Baker" è una CLASSE (ovvero,un modello) e non una nave, e poi la classe Galor è CARDASSIANA. Te mancano proprio le basi, mortaccitua.

...Potrei proseguire, ma tutto sommato è sempre difficile per me parlare male di un prodotto Trek e poi,onestamente, potrei risultare io noioso.
Tengo solo per il finale la cosa che mi ha fatto incazzare più di tutto e, ahimè, è anche alla prima pagina del libro dopo il sommario (pagina 11).
"Spazio, ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise, la cui missione quinquennale è quella di esplorare strani nuovi mondi, entrare in contatto con nuove forme di vita e civiltà ed andare coraggiosamente la,dove nessun uomo è mai giunto prima".
E poi aggiunge : "Quante volte abbiamo sentito dire questa frase?".

MAI,malnato P'tak!Ma come porco borg si fa a sbagliare la frase di apertura, il simbolo di Star Trek, il logo e lo spirito di una serie che cavalca la fantasia collettiva da quasi mezzo secolo?!
Se proprio vogliamo essere precisi, caro il mio esperto Trek, ecco la frase corretta della serie classica:"Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell'astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale. Diretta all'esplorazione di nuovi mondi. Alla ricerca di altre forma di vita e di civiltà. Fino ad arrivare dove nessun uomo è mai giunto prima".

Questa invece è quella della TNG : "Spazio, ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise. La sua missione è quella di esplorare strani nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima".

Per il resto...si,un bel libretto.Che NON vi consiglio.
Più o meno.

Addio.

Ale
 



4/21/2013

Il Tempo Della Guerra - Andrzey Sapkowski

Uhmmm...No.Non ci siamo.
La lettura de "Il Tempo della Guerra", quarto romanzo della saga ispirata alle gesta di Geralt di Rivia (protagonista del videogame "The Witcher", del quale potete leggere il mio articolo qui),non è stata poi così edificante.Anzi,questo è probabilmente il volume meno riuscito da quando è iniziata quest'avventura.

La pagina dedicata di Wikipedia ci viene incontro con la trama; leggiamola.
"La guerra è sempre piu vicina. Il sovrano di Nilfgaard, lo spietato conquistatore del Nord, ha schierato un possente esercito, pronto a marciare sul regno di Redania, già indebolito dalle scorribande degli elfi ribelli che combattono per l'indipendenza del Piccolo Popolo. Per contrastare la forza dirompente di Nilfgaard, sono stati chiamati a raccolta tutti i maghi del regno, tra cui Yennefer e la giovane principessa Ciri, l'unica che, secondo la profezia, potra riportare la pace tra i popoli della Terra. Ma, proprio mentre stanno per raggiungere la capitale, le due maghe vengono fatte prigioniere da Rience, il sicario che ha già cercato due volte di ucciderle. Per loro, non rimane che un'unica speranza: usare i poteri di cui dispongono per chiedere aiuto a Geralt di Rivia. Purtroppo né Yennefer né Ciri posso immaginare che il loro rapimento e una trappola abilmente architettata proprio per catturare lo strigo..."

Tutto molto bello sulla carta; purtroppo,però, il libro si trascina a fatica dall'inizio alla fine in un fiume di inutili chiacchiere e vaneggiamenti politici senza capo ne coda. Non essendo un libro conclusivo (cioè, non finisce!), lascia in piedi un bel pò di fronti,ma occorre avere una pazienza di ferro e una memoria altrettanto solida per ricordarsi tutti i nomi e i luoghi che vengono citati in quest'opera priva di combattimenti, azioni ed emozioni.

Consigliato solamente se avete già letto gli altri tre...in caso contrario, risparmiateve sti soldini...e al prossimo post.

Ale

3/22/2013

Incontri Del Quarto Tipo - Gianfranco Degli Esposti

Buonasera a tutti, buon Venerdi e ben ritrovati su queste pagine. La lettura de "Incontri del Quarto Tipo : Indagine sui rapimenti alieni 1947-2001 Dai Cloni di Higgins al caso Monselice", si è rivelata essere da un lato illuminante e dall'altro un piacere inaspettato.

Si tratta di un volume edito dall'Editoriale Olimpia, dove l'autore esamina con occhio spassionato decine di casi di rapimento (appunto, il Quarto Tipo secondo la scala di Hynek), in Italia, in Europa e nel mondo. Il sito EdicolaWeb ci viene incontro con la seconda di copertina; leggiamola:

"4 maggio 1969, Bebedouro, Brasile: José Antonio da Silva racconta di essere stato prelevato da due strani esseri e trascinato all’interno del loro veicolo. Qui, presso un tavolo su cui giacciono i cadaveri nudi di quattro uomini, gli viene comunicato che dovrà lavorare al servizio dei suoi sequestratori per aiutarli a realizzare un piano di invasione della Terra. 29 settembre 1977, Paciencia, ancora in Brasile: Antonio La Rubia riferisce di essere stato vittima di un rapimento operato da entità robotiche. "All’interno dell’UFO mi sembrava di bruciare vivo", racconterà l’uomo. 11 ottobre 1973, Pascagoula, Stati Uniti: Charles Hickson sostiene di essere stato rapito da orrende creature senza volto e, a bordo della loro astronave, di essere stato sottoposto a una sorta di esame medico. 6 dicembre 1978, Marzano di Torriglia, Genova: durante una seduta di ipnosi regressiva, Fortunato Zanfretta racconta di aver subito un sequestro da parte di quattro mostruose creature che lo avrebbero condotto in un luogo estremamente luminoso ed avrebbero stabilito una "comunicazione" con lui. Dagli anni Settanta in poi la stampa mondiale inizia a riportare con sempre maggiore insistenza casi di presunti rapimenti alieni, nel corso dei quali misteriose entità avrebbero tentato di instaurare una qualche forma di contatto con gli umani. Tali episodi, che gli ufologi inizieranno a classificare alla voce "incontri ravvicinati del quarto tipo", andranno man mano a sostituire la già nota e ricchissima casistica del terzo tipo, caratterizzata da "semplici" incontri non finalizzati al contatto, ma contraddistinti anzi da un’apparente assenza di motivazione del comportamento alieno. D’ora in poi, dunque, ancora mostruosi giganti con gli occhi verdi e demoni dalla pelle fluorescente, biondi navigatori venusiani e omuncoli dai grandi occhi di insetto, tutti, però, animati da una nuova e precisa finalità: instaurare con i terrestri una forma di comunicazione volta alla realizzazione di un qualche loro disegno. Attingendo a una serie vastissima di testimonianze, alcune delle quali mai riportate dalla letteratura sull’argomento, Gianfranco Degli Esposti analizza con metodo e rigore sistematici questa sconcertante casistica."

Un volume che non dovrebbe mancare nella biblioteca degli appassionati del mondo ufologico in generale e del fenomeno delle abductions in particolare. Una sorta di tomo enciclopedico, che non fa commenti e non da pareri ma che offre una panoramica asettica su uno degli aspetti più inquietanti dell'ufologia. Da non perdere (lo potete comprare qui).

3/14/2013

E.A.POE - I racconti del terrore

Oghey,lo ammetto. La mia esperienza letteraria con Poe è iniziata e finita con il racconto del signor Valdemar, che incrociai per caso tanti anni fa su un volume di Dylan Dog e mi andai a pescare il "romanzo". Ho quindi accolto con un certo piacere il fatto che la Newton & Compton abbiano deciso di riproporre la loro storica collana di libri a 99 centesimi, collana che fra gli altri contiene anche "I racconti del Terrore" di E.A. Poe.

Non faccio commenti su cosa penso della raccolta, perchè sarebbe in primo luogo ingeneroso e poi, come giustamente ha detto VNSMatrix, per apprezzare storie così...vetuste, occorre estrapolarle dal contesto, considerare l'autore come un capostipite del genere, conntestualizzarlo nell'epoca della scrittura...insomma, troppi cazzi che al momento non ho il tempo ne la voglia di affrontare.

Tuttavia, se come a me, la lacuna di non aver letto almeno le opere principali di Poe vi pare intollerabile, oggi potete colmare tale gap a 99 centesimi.
Direi quindi che l'acquisto è obbligato.

Al prossimo post.

Ale

3/06/2013

Star Trek TOS : Spock, Il Vulcaniano (K.Sky)

ATTENZIONE:IL POST CHE SEGUE CONTIENE DEGLI SPOILER.SE AVETE INTENZIONE DI LEGGERE "SPOCK IL VULCANIANO", NON PROSEGUITE CON LA LETTURA.
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Ammazza che palle.
Ecco,questo si che è un libro di Star Trek del quale non si sentiva proprio necessità alcuna.Ok,è vecchio - classe '78 ma, a dispetto di quanto ho letto in giro per la rete,NON può essere una scusa questa per un romanzo tedioso e palloso, ambientato ai tempi di Kirk (Star Trek TOS).Si tratta del peggior libro di Star Trek che io abbia mai letto (e vi assicuro che ne ho letti tanti) e proprio non capisco come si sia trovato il coraggio di pubblicarlo.

La trama è ridotta all'osso, il romanzo pure (nonostante il rilevante numero di pagine). A seguito di una misteriosa tempesta ionica su scala cosmica, il pianeta Arachnae esce dalla sua orbita e va a finire, lentamente ma inesorabilmente, verso la zona neutrale romulana, ultima terra di nessuno prima del vero e proprio spazio dell'impero romulano. La federazione decide allora di scoprire se il pianeta è abitato da specie senzienti e, in caso di risposta positiva, fare tutto il possibile per far deviare - di nuovo,il pianeta dall'orbita appena assunta per rimanere in spazio federale. E chi può fare una cosa del genere, se non Kirk a bordo della USS Enterprise?Nessuno,ovviamente...manco lui,in effetti.
Diciamo che a livello di trama è tutto qui.
Il racconto vede come vera protagonista una scassacazzi di nome Tremain, che ha in odio i vulcaniani ma è la massima esperta della Federazione in fatto di Xenobiologia; sarà lei a dover decidere se gli abitanti del pianeta - che sembrano delle formiche giganti, siano intelligenti o meno e per farlo dovrà avvalersi suo malgrado dell'aiuto di Spock. Però...però...dal momento che sta cristiana odia i vulcaniani come io odio i pensieri ossessivi, la cosa non sarà facile per nulla. Il risultato è che per 100 milioni di pagine ci troviamo co'questa che parla con McCoy del perchè odi i vulcaniani,ma senza dirlo mai, con mille pippe mentali, giri di parole, cambi di opinione che non portano a nulla. Nelle ultime righe, scende sul pianeta con Spock, decide che gli abitanti sono bestie e Kirk si ritira.
Fine del libro.
Fine anche delle mie palle, ormai grattugiate come non mai.

Assolutamente sconsigliato.
Addio.

Ale

Fratellanza

Bellissimo.Non ci sono molti altri modi per descrivere l'esperienza letteraria che vi coinvolgerà se deciderete di leggere "Assassin's Creed : Brotherhood", secondo volume di una saga che pare destinata a durare ancora a lungo. Non mi dilungherò,non troppo,nel raccontarvi chi sia Ezio Auditore, protagonista tanto del libro quanto del videogame, anzi dei videogiochi ai quali questa saga si ispira. Posso solo consigliarvi,qualora abbiate un buon computer, di giocarlo (e se vi va, di leggere la mia vecchia recensione, cliccando qui) e poi godervi la lettura del libro.

Si tratta del seguito naturale de "Rinascimento", del quale vi ho diffusamente parlato in un post precedente; in questo secondo volume, troviamo un Ezio decisamente invecchiato ma ancora palpitante di vita, incastrato in lotte di potere e violenza per sbaragliare l'ordine Templare sotto il giogo crudele dei Borgia - nelle figure di Cesare e Lucrezia. Non mancheranno personaggi secondari comunque di primo piano, come ad esempio Machiavelli e Leonardo (si,QUEL Leonardo), azione, intrighi, violenza e, in generale, un sano divertimento che non mancherà di deliziare anche quei due pescatori di perle della Papuasia che non conoscono il titolo Ubisoft.

Right,è vero,il post è breve, il pan ci manca, sul ponte svent...ehm,volevo dire,si,il post è breve, ma non voglio - non questa volta, togliervi il piacere di scoprire,pagina dopo pagina, l'ottimo lavoro svolto dall'autore nella trattazione cartacea di un gioiello della storia del ludo.

Assolutamente consigliato.

Ale

1/30/2013

Assassin's Creed : Rinascimento



Buongiorno a quasi tutti,buon Mercoledi e ben ritrovati su queste pagine.
La lettura de “Assassin Creed : Rinascimento”, scritto dallo storico Oliver Bowden (vabbeh…è uno pseudonimo per un professore di storia italiano,ma transeat) si è rivelata essere un piacere inaspettato.Basato sull’omonimo videogames della Ubisoft (che io stesso recensii tempo fa, per leggere l’articolo cliccate qui), il libro racconta della scoperta da parte del protagonista  - Ezio Auditore, di far parte di una famiglia di Assassini. Naturalmente, qui il significato è scevro dall’accezione negativa del termine : gli Assassini, infatti,sono una setta votata all’ordine e alla protezione dei più deboli, rimanendo l’ultimo baluardo contro lo strapotere dei Templari.
Naturalmente,non si tratta di un romanzo storico (ho letto recensioni sul web dove si puntava il dito contro l’autore,che ha fornito dati inesatti e situazioni surreali…e che cazzo,è un romanzo basato su un videogame,non un saggio storico,babbei!ndAleNet), pur vantando un nutrito numero di personaggi realmente esistiti, da Leonardo da Vinci a Caterina Sforza, passando per Lorenzo il Magnifico, Savonarola,Machiavelli e chi più ne ha più ne metta. Non vorrei assolutamente scendere troppo nel dettaglio,perché il libro è godibile dall’inizio alla fine, con tanta azione e poche fasi “di stanca”, atte però a caricare meglio l’ambientazione e le sfide narrate nelle 406 pagine che compongono l’opera.

Non è necessario,anche se sarebbe consigliato, aver giocato ad AC:II prima di leggere quest’opera. Io,dal canto mio,non posso che consigliarvelo,perché vale i soldini che costa fino all’ultimo centesimo.
Come direbbe Ezio, requiescat in pace.

Ale

Ps:eccovi la seconda di copertina:
Firenze, 1476. Il giovane Ezio Auditore ha visto giustiziare il padre e i fratelli in seguito alle accuse montate dalla famiglia dei Pazzi. Scopre così di discendere dalla setta degli Assassini, la cui unica missione, da secoli, è distruggere l'Ordine dei Templari, dove militano proprio i Pazzi. Da quel momento e per anni, Ezio si aggira per l'Italia, silenzioso e invisibile, per uccidere i nemici cui ha giurato odio eterno. Ma la sua guerra ha anche un altro e più importante obiettivo: recuperare un misterioso Codice che potrebbe dare a chi lo possiede un potere incommensurabile.

1/10/2013

Le Esigenze Dei Molti - Star Trek Online

Vabbeh.E'vero che "anno nuovo,vita nuova",ma se c'e' una cosa che mai avrei pensatodi fare,è sputtanare pubblicamente un libro di Star Trek, che è interessante come un documentario sulle mattonelle lapponi.

Ammetto di avere una passione con pochi eguali per Star Trek : i miei 3 o 4 lettori fissi sanno bene che, sfogliando le pagine di questo blog (che non a caso si chiama Ex Astris Scientia), i riferimenti,le citazioni,le recensioni e gli articoli Trek occupano una larga parte di questo piccolissimo angolo del Profondo Blu. In Italia, dove la cultura Trek è prossima al collasso (non sarà un caso se gli ascolti maggiori in TV si registrano per partite di calcio e reality,mortaccivostri/nostri/loro) e serie TV di culto vengono chiuse in favore di Merdeys Anatomy, Puttanelle Disperate e Streghette di Provincia, è diventato difficilissimo trovare un libro Trek che non appartenga ad un passato remoto. Nel resto del mondo,invece,la cultura Trek è - grazie agli dei, viva e vitale - (basta andare in giro per Edimburgo con un comunicatore attaccatto alla giacca per ricevere saluti vulcaniani) e infatti i libri di Star Trek in lingua Inglese continuano ad essere sfornati con successo in quasi tutto il pianeta.La domanda che mi pongo è : per quale cazzo di motivo le nostre case editrici non editano in Italiano questi volumi?

Qui nel BelPaese tenta, in parte, di colmare quest'inspiegabile lacuna l'Editore Ultimo Avamposto che,però,stavolta ha scelto proprio male. Il libro di Michael Martin, veterano dei romanzi trek, dal titolo "Le esigenze dei molti", basato sull'Universo di Star Trek OnLine dei Cryptic Studios, è, detto in due parole, una merda.Ma una merda di quelle amare,eh,brutte,puzzolenti e inutili, come un coltello quando devi mangiare una zuppa.

Copincollo la trama dal sito "Ultimo Avamposto" :
"Libro tratto dal gioco di ruolo multiplayer online di Star Trek Trama: Prima della terrificante Lunga Guerra (lo scontro apparentemente senza fine contro gli Undine, una razza mutaforma conosciuta come 8472), agenti dormienti nemici si stavano subdolamente infiltrando nella Federazione e nelle altre civiltà dei Qu
adranti Alfa e Beta. Il conflitto che seguì scosse l'umanità fin nella sua anima, mettendo spesso da parte i più alti ideali a favore del puro istinto di sopravvivenza. Troppo spesso la guerra contro gli Undine richiese sacrifici difficili e costò moltissimo ai milioni di esseri le cui vite furono cambiate per sempre dal conflitto interdimensionale.Il libro è tratto dalle esaurienti ricerche ed interviste (citiamo tra tutti, gli incontri con Geordi La Forge, Sette di 9 e Garak), Le Esigenze dei molti mostra quest'era tumultuosa vista attraverso gli occhi attenti dell'autore Jake Sisko, vincitore del premio Betar. Assieme al suo collaboratore Michael A. Martin, Sisko fa luce su un periodo storico spesso poco compreso, un'era segnata indelebilmente dalla paura, dal coraggio e dalla ferrea volontà di una moltitudine di eroi nascosti che divennero l'incarnazione vivente dell'assioma delo famoso filosofo vulcaniano Surak: "Le esigenze dei molti contano più di quelle dei pochi".

Tutto molto bello,sulla carta.
Il problema è che non è...giusto,in mezzo a tutte le meraviglie pubblicate su Star Trek, scegliere un tomo dove Jake Sisko - il figlio del capitano Ben Sisko di DS9,intervista un gruppo di personaggi (metà dei quali visti in TV,ma l'altra metà...chi cazzo sono?!)dopo che si è conclusa una guerra, per raccontare singoli episodi pressochè ininfluenti su quello che hanno o non hanno fatto durante le battaglie. Battaglie che non vengono raccontate ma solo citate, eventi che vengono descritti senza enfasi e sterilmente aridi, inutili e non coinvolgenti, fatti e presupposti che nulla vanno ad aggiungere a quanto narrato in Star Trek. 
Un libro veramente inutile, scandaloso nella prosa, evanescente nell'entusiasmo, autoconclusivo e senza regali per chi ama e conosce l'Universo di Star Trek.
E che cazzo.Che palle!

Non vale assolutamente la spesa : considerate l'acquisto solo se, come me, volete TUTTO quello che concerne Star Trek, a prescindere dal supporto (lo trovate, ahivoi, qui).

Adesso, ecco la mia richiesta :
sono più che certo che, se uscissero dei libri di Star Trek, nuovi, inediti, presi dall'immenso parco di quelli scritti da autori vari nel mondo (e quindi,già prnti,andrebbero solo tradotti), tutta l'utenza Trek italiana si affollerebbe a comprarli. Faccio quindi il mio piccolo appello alle case editrici, affinchè riportino in auge la cultura di Star Trek in Italia, perchè in questi tempi di merda, un pò di sana, ottimistica fantascienza non può che far del bene. Come ha detto Gene Roddenberry, Star Trek non è il mondo come sarà, ma è il mondo come dovrebbe essere.
Mi appello anche agli altri appassionati di ST,allo STIC e alle altre associazioni : sicuramente,tutti insieme,possiamo fare in modo di far valere le nostre speranze e i nostri desideri.
La mia mail è qui di fianco,scrivetemi!Scriviamo!
Vi aspetto!

Ale

1/05/2013

SPOCK - RIFLESSIONI

ATTENZIONE: il post che segue contiene degli  spoiler. Se non avete letto i quattro volumi di "Spock : Riflessioni" e avete intenzione di farlo, non proseguite con la lettura.
-
Buongiorno a quasi tutti e ben ritrovati su queste pagine. Complici due inaspettati giorni di ferie, ho potuto concludere la lettura dei quattro mini-volumi a fumetti di Star Trek editi da "Ultimo Avamposto", dal titolo "Spock : Riflessioni".

In effetti, è inconsueto per me recensire un fumetto, ma la storia raccontata nei quattro albi mi ha colpito tanto da volervene parlare.
Si comincia con Spock a bordo di una misteriosa nave da trasporto; il Vulcaniano più famoso dell'Universo Trek si trova in compagnia - non voluta, di un ciarliero sauriano che lo tempesta di domande sulla sua destinazione. Saranno proprio queste domande a far vagare la mente di Spock in un mondo fatto di ricordi ed episodi, dalla sua più tenera giovinezza fino ai giorni nostri : da qui, le "riflessioni", di cui parla il titolo dell'opera. In realtà, tutti questi ricordi sono inframezzati da quella che è la vera chicca del racconto : Spock si sta recando su Veridiano III poichè, dopo aver ricevuto un messaggio da parte del capitano Picard che lo informa della morte di James Kirk, l'ex ufficiale scientifico dell'Enterprise si sente in dovere di omaggiare ancora una volta l'Amico fraterno ormai perduto e lo farà in un modo del tutto inaspettato : violando molti regolamenti della Flotta e aggirando tutti i checkpoint, Spock recupererà il corpo di Kirk per portarlo con se sulla Terra e dargli degna sepoltura nella sua terra natale. Una storia bellissima e commovente, breve ma intensa. Questi albi NON dovrebbero mancare nella vostra bibliotreka per nessun motivo.

Li potete trovare nelle migliori edicole e fumetterie : per andare sul sicuro, invece di girare a vuoto, acquistateli direttamente sul sito dell'editore Ultimo Avamposto, cliccando qui. (16 euro per i quattro albi).

Lunga Vita e Prosperità.

Ale

1/01/2013

Il Grimorio di Baker Street

Buongiorno a tutti,buon Anno e ben ritrovati su queste pagine.Primo post del 2013, che mi vede a recensire "Il Grimorio di Baker Street", una raccolta di romanzi di autori vari che intrecciano le gesta del più famoso investigatore della letteratura - ovvero Sherlock Holmes con le poliedriche sfaccettature del mondo fantasy/horror/soprannaturale e quant'altro.

Come forse (non)saprete, io sono un appassionato di Holmes e del suo mondo; ho letto tutto il leggibile sull'ineffabile investigatore ed ho quindi accolto con piacere la possibilità di spaziare ulteriormente nel mondo creato da Doyle grazie a questo volume; purtroppo le mie aspettative sono state totalmente deluse. Degli undici racconti, non ce ne è stato neanche uno che abbia saputo coinvolgermi, o quanto meno appagarmi. Anzi, vi dirò - ahimè, che più si va avanti con la lettura più le cose peggiorano, fino al terribile ultimo racconto "La Lega del Pianeta Rosso", veramente un abominio. La cosa più bella del libro è, strano a dirsi, la copertina. Ma è un pò troppo per la quindicina di pleuri necessari.

Non posso,mio malgrado,consigliari la lettura di questo volume, a meno che non siate Holmesdipendenti come me. In questo caso, potete acquistarlo sul sito dell'editore, cliccando qui. In qualsiasi altro caso, volgete tranquillamente altrove lo sguardo.

Al prossimo post.

Ale

12/24/2012

Alien : Incubo (Steve Perry)



Buongiorno a tutti,buon Lunedi e ben ritrovati su queste pagine.

Complice l’obbligo (im)morale di dover stare in ufficio senza fare una mazza, ho appena concluso la lettura de “Alien:Incubo”, libro di Steve Perry che è la naturale conclusione de “Alien : il nido sulla terra”, di cui vi ho parlato in un post precedente.
Scampati all’infestazione Aliena sulla Terra, Wilks e Billie trovano scampo in un lontano avamposto militare dove un folle generale, tale Spears, è convinto di poter addestrare una Regina a produrre degli Alien che si battano per lui come un perfetto e letale esercito. Inutile dire che le cose andranno molto diversamente, con tanto di chicca finale che non mancherà di deliziare i fan del mostro portato sul grande schermo da un immenso (all’epoca) Ridley Scott.

Piuttosto raro e praticamente introvabile, potreste provare la fortuna cliccando qui.

Addio

Ale