7/17/2006

Shinzo Ningen Kiashan


A scapito di quanto si possa pensare, per alcuni aspetti io sono un nostalgico. Nonostante io viva con la mente proiettata nel futuro, e conduca la mia essenza a cogliere l'attimo in ogni situazione - senza tante paranoie su cosa accadrà "dopo" o cosa è successo "prima", spesso mi piace pensare agli antichi e forse più semplici piaceri di quando ero decisamente più piccolo. Ad esempio, di quando in quando, indulgo volentieri nella lettura di un LibroGame, un genere di intrattenimento letterario che ha accompagnato tutta la mia adolescenza, a partire dai 13 anni. Recentemente, in una scatola dimenticata, sotto un quintale di carabbattole, ho ritrovato gli Exogini, i "Misteriosi Alieni", che sono stati la mia passione di bambino (erano il boom della fine degli anni '80...pensate un pò!). Su una mensola a forma di pera (!), appesa nella mia casetta, riposano comodamente i "JI-Joe", eroi americani dei primi anni novanta, compagni di lunghissime battaglie nei rari pomeriggi in cui non lavoravo,dopo la scuola; la mia mitica automobile radiocomandanta "Top Cat" della GIG-Nikko, regalatami da mio padre per il mio quattordicesimo compleanno, è ancora perfettamente funzionante e, un paio di volte, l'ho portata nel giardino sotto la mia abitazione per farla correre un pò. Senza contare che, di quando in quando, mi siedo davanti al mio potentissimo computer (mi si lasci dire così...oddio,come lo amo!), e, grazie a qualche software di emulazione, rivivo i piaceri dei coin-op da bar - e in special modo, di Street Fighter - per qualche allegro, sano minuto. Sul caminetto di casa, accanto alle mie 3 Katane, sono in posizione di attesa tre cavalieri dello Zodiaco : Il grande Murr, cavaliere d'Ariete, Sirio il Dragone e Cristal il Cigno. Questi cavalieri sono stati il mio sogno proibito quando ero piccolo (avevo una quindicina d'anni e, all'epoca, un cavaliere costava 33000 lire, un botto!) e stringerli fra le mani fu un esperienza incredibile.
Senza contare i cartoni animati!Ho speso una piccola fortuna, ma ora sono il fortunato possessore di tutta la saga di Ken il Guerriero, Hurricane Polymar, Daitarn III, i Cyborg, le tre serie dei Cavalieri dello Zodiaco e Kiashan. Già, Kiashan, il ragazzo androide. Uno dei cartoni animati più belli e struggenti degli anni '70. Creato dalla fervida mente di due fumettisti giapponesi nel 1973, Kiashan venne proposto in Italia diversi anni dopo, in orari variabili e su diverse reti.
Quando lo scoprii, fu amore a prima vista...e le lacrime che ho versato per l'androide più umano a memoria di cartone, sono state le più calde e sincere di un bambino che si emozionava di fronte alla rettitudine e al senso del dovere di un eroe di carta che si agitava sullo schermo.
A differenza di tante produzioni giapponesi di quel periodo, in Kiashan erano i sentimenti forti, a dominare. La vendetta, l'amore, l'odio, la rabbia, l'impotenza, lo smarrimento, la fatica interiore. Questo - e l'assenza di personaggi secondari a fungere da "macchietta", rendevano Kiashan un cartone animato unico e, per molti versi, irripetibile. Coadiuvato dal suo fedelissimo cane robot, Flender, e dalla sua amica/fidanzata/amante (in effetti, non si è mai capito) Luna, Kiashan lotta contro un esercito di robot decisi a soggiogare la razza umana. Questo esercito è sotto il diretto controllo di quattro androidi creati dal dottor Azuma, un pioniere nel campo della Robotica. Quando Azuma dette vita al suo esperimento, il suo scopo era quello di mettere in campo degli androidi che potessero ripulire le acque inquinate del nostro miserando pianeta. Ma un fulmine colpì il cervello androide del capo dei quattro, Briking, il quale, impazzito, iniziò il suo folle piano di conquista.
Sottomettendo, uccidendo e torturando gli esseri umani, l'esercito di Briking e dei suoi tre luogotenenti (Sagure, Barashin, Akubon) viaggia incontrastato sul mondo. Solo il figlio del dottor Azuma, Tetsuya, si ribella a tale stato di cose. Rinunciando alla sua umanità, non senza conflitti interiori, si sottopone ad un processo irreversibile di trasformazione in Androide, diventando Kiashan, l'ultimo baluardo di difesa contro la minaccia di Briking. Dopo mille e mille battaglie, costellate da morti, tradimenti, rinascite e una gamma di sentimenti amplissima come mai vista in un cartone animato, si arriverà ad un epico scontro finale, del quale ovviamente non vi svelo nulla...perchè, credetemi, se avete perso la visione di Kiashan, avete perso davvero un piccolo capolavoro dell'animazione e quindi dovete assolutamente rimediare.

Ma non fatelo andando al cinema. Da qualche giorno è infatti nelle sale "Kiashan:la rinascita", un film orientale, basato proprio sul personaggio dei cartoni animati. Ieri, convincendo anche una coppia di amici, ho praticamente trascinato a vederlo tre persone...e per fortuna che non mi hanno picchiato. Il film, eccezion fatta per il nome, non condivide null'altro con il cartone animato. La storia è completamente diversa e, ancora una volta, ci troviamo di fronte a dei trailer ingannatori. In tv, si sono viste spettacolari battaglie di Kiashan contro i droni di Briking, realizzati in modo assolutamente perfetto...sfortunatamente, tali battaglie durano solo cinque minuti, sulle due ore abbondanti del film che, invece, preferisce sondare a fondo l'animo dei protagonisti, con una vena intimista quasi fastidiosa.
Da salvare, l'eccellente fotografia e alcune location, davvero degne di nota.
In linea generale, comunque il film è sconsigliato.
Peccato,davvero.

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